Home Diritti Bassa padovana Quando spetta il Tfr al coniuge divorziato?

Quando spetta il Tfr al coniuge divorziato?

tfrLa materia è regolata dall’art. 12 bis L. 890/70 (c.d. Legge sul divorzio). Dopo tante diatribe dottrinali e contrasti giurisprudenziali, scaturenti dalla genericità del dettato legislativo, la Suprema Corte ha via via sciolto vari nodi che nel passato avevano trovato soluzioni contrapposte.
Va anzitutto precisato che la norma riguarda il solo rapporto di lavoro subordinato, sia pubblico che privato, e non è applicabile a rapporti di natura privata (ad es. previdenziale o assicurativo), come sancito dalla Cassaz. con sent. 5720/03. Risultano, pertanto, esclusi anche gli incentivi versati al lavoratore per indurlo all’esodo anticipato nell’azienda in crisi.
Perché il coniuge divorziato (che spesso di fatto è la moglie) possa vantare diritti sul TFR del proprio ex, occorre che non sia convolato/a a nuove nozze e che la sentenza di divorzio gli/le abbia riconosciuto il diritto ad un assegno divorzile. La indennità spettante è pari al 40% degli emolumenti riferibili agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio, ivi compresi gli anni di separazione legale, fino alla data del divorzio. Il vincolo matrimoniale cessa, infatti, solo con la sentenza di divorzio, ritualmente passata in giudicato, e non con la sentenza di separazione. Se, tuttavia, l’ex coniuge in sede divorzile opta per l’assegno una tantum, perde il diritto a percepire detta quota del TFR.
Siffatta normativa, che trova pochi eguali nelle legislazioni straniere, è particolarmente penalizzante per il coniuge tenuto a versare un assegno divorzile.
Di qui il tentativo di eludere la norma licenziandosi prima che l’ex coniuge depositi il ricorso per divorzio. Ciò, infatti, come assodato dalla Suprema Corte e dalla stessa C. Costituzionale, ne inibisce il diritto a percepire una quota del TFR. Purtuttavia, perche’ sorga il diritto a detta indennità è sufficiente che, al momento del percepimento del TFR, sia stata anche solo proposta domanda giudiziale di divorzio, purchè ovviamente questo venga poi deliberato. Siffatto diritto non spetta alle coppie di fatto, né alle coppie sposate relativamente al periodo di convivenza more uxorio ante matrimonio (Cassaz. 10075/03).

 

Studio Legale Avvocato Laura Giolo
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