Home Veneziano Miranese Nord Scorzè: “Entro il 2016 usciremo dall’Anci”

Scorzè: “Entro il 2016 usciremo dall’Anci”

File Name : DSCN3054.JPG  File Size : 1.1MB (1157553 bytes)  Date Taken : Lun, 29 lug 2002 11:18:54  Image Size : 2560 x 1704 pixels  Resolution : 300 x 300 dpi  Bit Depth : 8 bits/channel  Protection Attribute : Off  Camera ID : N/A  Camera : E5000  Quality Mode : FINE  Metering Mode : Matrix  Exposure Mode : Programmed Auto  Speed Light : No  Focal Length : 7.1 mm  Shutter Speed : 1/863.5 seconds  Aperture : F8.0  Exposure Compensation : +0.7 EV  White Balance : Auto  Lens : Built-in  Flash Sync Mode : N/A  Exposure Difference : N/A  Flexible Program : N/A  Sensitivity : ISO400  Sharpening : Normal  Image Type : Color  Color Mode : N/A  Hue Adjustment : N/A  Saturation Control : Normal  Tone Compensation : Normal  Latitude(GPS) : N/A  Longitude(GPS) : N/A  Altitude(GPS) : N/A

Anci sì, Anci no. Il Comune di Scorzè sembra avere le idee chiare e di voler uscire dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani. La giunta e la maggioranza hanno scelto di disdire dal prossimo anno, e non sarà rinnovata l’adesione da 3500 euro annui. “Soldi risparmiati” dice il sindaco Giovanni Battista Mestriner, che se la prende con il presidente Piero Fassino, nonché suo collega di Torino. Obiettivo dell’attività dell’Anci è rappresentare e tutelare gli interessi dei Comuni di fronte a Parlamento, governo, regioni, organi della pubblica amministrazione, organismi comunitari, Comitato delle Regioni e ogni altra istituzione che eserciti funzioni pubbliche di interesse locale.

Sono oltre 7300 i Comuni aderenti a livello nazionale, sugli oltre 8 mila, dunque quasi tutti, ma quello che non convince Scorzè è il modo con cui si portano avanti le istanze degli stessi associati. “Siamo davanti a un baraccone – attacca Mestriner – che costa un sacco di soldi a tutti, strapieno di società con dentro i trombati della politica. E poi sulla questione immigrati, Fassino ha imposto la linea filo governativa. Meglio andarcene, qui si fa politica”. Il sindaco di Scorzè se la prende anche per come si stanno gestendo le risorse destinate agli enti locali, con le casse sempre più povere. “A livello nazionale – precisa Mestriner – l’Anci ha proposto al governo di concedere ancor meno trasferimenti a quei Comuni virtuosi a vantaggio di quelli dissestati, a partire dalle grandi città e, guarda caso, amministrate dal centrosinistra”. Dunque Scorzè ha scelto di prendere altre strade e la delibera dovrebbe essere pronta in tempi rapidi. Ma chi non ricorda le polemiche passate tra lo stesso Mestriner e l’Anci, ancora tre anni fa. Allora come presidente c’era l’attuale ministro alle Infrastrutture e del Trasporti, Graziano Delrio e in quell’occasione il sindaco di Scorzè, che era ancora al primo mandato, se la prese, e non poco, con l’Imu, l’imposta delle attività produttive definita “un furto”.

“Perché dovrei subire come Comune – scriveva Mestriner –, oltre alla diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato, anche l’esproprio dell’Imu sulle attività produttive per andare a finanziare altri comuni? Definirla una vergogna è cosa da poco, anche perché ormai in questo ultimo periodo “vergogna” è un vocabolo assai inflazionato. L’amarezza più profonda è sapere che questa proposta deleteria è stata richiesta dall’Anci, dalla “nostra” associazione”. Insomma, negli ultimi tempi da Scorzè sono arrivate bordate non indifferenti verso l’associazione. Ora la vicenda si tinge di un nuovo capitolo e dal municipio hanno fatto sapere di voler venir via nelle prossime settimane, non rinnovando l’iscrizione. Si tratta di un malessere che anche in altri Comuni si sta avvertendo, soprattutto Padova, che assieme ad altri ha pensato bene di cambiare aria e lo ha comunicato ancora a fine estate. La stessa aria che vuole cambiare pure Scorzè.

Alessandro Ragazzo

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