Venezia, oltre 5mila le richieste di aiuto al Centro antiviolenza

violenza-donneSono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna.

Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi – spiega la responsabile del Centro la dottoressa Gabriela Camozzi – è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia – illustra Gabriela Camozzi – nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”.

Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno.
Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”

 

Alessandro Abbadir

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