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Calcio Piovese: “I ragazzi sono sulla strada giusta per centrare gli obiettivi”

calcio pulcini PioveseIn questo numero del nostro giornale prendiamo in considerazione Alessandro Spinello allenatore dei Piccoli Amici classe 2007. E’ al primo anno nella Piovese ma si sta dimostrando un ottimo tecnico oltre che un grande educatore per questi teneri virgulti in erba! La sua voglia di allenare e insegnare è più che mai tangibile agli osservatori.

Gli abbiamo chiesto una sua valutazione su questo primo periodo di allenamenti e partite. “Questo prima tranche di allenamenti e partite – ha risposto – mi è stata utilissima per conoscere i ragazzi e capire dove intervenire per cercare di fornire loro le competenze calcistiche più adeguate. Un sentito ringraziamento lo devo a mister Marco Mauro che ha svolto con i ragazzi un lavoro molto buono che mi porta a lavorare con un gruppo abbastanza omogeneo, caratteristica che aiuta non poco un allenatore allorché deve impostare le sedute di allenamento e gli obiettivi da raggiungere”.

Da 1 a 10 dove collocherebbe il suo gruppo oggi? “Direi che dare giudizi (soprattutto numerici) in un lasso di tempo così breve e soprattutto considerando l´età dei miei ragazzi non sia indicato, anche perché preferisco esprimermi per valutazioni anziché per numeri. Direi, però, che i ragazzi stanno imboccando la “strada giusta” per arrivare a centrare gli obiettivi prefi ssati”.

Un aspetto che l’ha colpita positivamente di questo gruppo? “L´aspetto che più mi ha colpito è che tutti i ragazzi hanno una forte motivazione nel praticare questo sport ed inoltre hanno una voglia ed una curiosità incredibile di imparare cose nuove”.

E quello negativo? “L´aspetto negativo, se così possiamo defi nirlo, è che certe volte la loro curiosità e la voglia di imparare è un po’ di diffi cile gestione, soprattutto essendo da solo. Ma ripeto, ben venga questa “esuberanza”, fossero questi i veri problemi …”

Come sappiamo i genitori nel settore giovanile in queste categorie sono importanti ma nello stesso tempo possono essere controproducenti. Se dovesse dare loro un consiglio quale sarebbe? “Innanzitutto volevo ringraziare i genitori dei miei ragazzi che mi hanno accolto in maniera straordinaria, fi dandosi da subito dei consigli e delle direttive che ho dato loro. Penso che i genitori debbano essere parte integrante di una società sportiva, quindi ben venga la loro passione e il loro aiuto. Una cosa che mi sento di dire è però quella di lasciare liberi i ragazzi di giocare, provare, sbagliare e da soli riuscire a trovare la soluzione. Per cui genitori, non sfi duciatevi o arrabbiatevi se vostro fi glio fa degli errori “grossolani”, anzi motivatelo affi nché ricerchi da solo la soluzione al problema!”

Quale motivazione l’ha spinta a fare il mister del settore giovanile? “Il calcio è da sempre stata la mia passione, anche se ho iniziato abbastanza tardi a praticarlo in una società dilettantistica. Proprio la possibilità di non allenarmi nel periodo della scuola calcio mi ha spinto ad avvicinarmi all´insegnamento di questa disciplina ed, unita alla passione per l´animazione per i ragazzi che ho avuto da sempre, mi ha spinto a continuare nel corso degli anni a migliorarmi. Inoltre, praticando calcio a livello dilettantistico vedo che nelle prime squadre ci sono molti gap derivanti dall´incompleta formazione avuta dagli atleti nel settore giovanile. Ccercare di formare dei ragazzi, in modo quanto più possibile completo, mi dà molta motivazione ad allenare”.

 Se avesse la possibilità di inserire una fi gura all’interno dello staff quale fi gura riterrebbe più utile in questo momento? “Partendo dal fatto che credo che la società abbia fatto un ottimo investimento nell´aver creato un fi lo conduttore diretto tra tutte le squadre del settore giovanile e nell´avvalersi di due fi gure molto competenti come Riccardo Bovo e Francesco Beltramelli, penso che manchi una fi gura che sia in grado di aiutare i ragazzi a correggere i problemi di postura e coordinazione che, sempre più spesso, ci sono e che rendono sbagliata l´esecuzione anche degli schemi motori più semplici: correre, saltare, calciare ecc.”

Per essere veramente soddisfatto del suo lavoro a fine stagione quali obiettivi deve raggiungere? “Avendo un gruppo molto giovane l´obiettivo primario che mi pongo è quello di mantenere inalterato o addirittura riuscire ad incrementare l´entusiasmo che c´è nell’apprendere sempre cose nuove: la cartina di tornasole di un buon allenamento deve essere il sorriso dei ragazzi a fi ne allenamento. Oltre a questo penso sia fondamentale migliorare i ragazzi dal punto di vista della tecnica di base e stimolarli affi nché riescano da soli a risolvere le semplici, per il momento, situazioni di gioco”.

Per quale motivo un ragazzino dovrebbe avvicinarsi al calcio? “Beh! Direi innanzitutto perché è uno sport di squadra che, oltre ad allenare il singolo, allena anche le capacità relazionali e sociali nello stare in gruppo, che risulta imprescindibile nello sviluppo della personalità. Oltre a questo il consiglio che posso dare ad ogni ragazzo è di praticare uno sport, non necessariamente calcio, ma quello che più preferisce, in quanto valvola di sfogo, di divertimento e di crescita”.

Quali sono i comportamenti ha diffi coltà ha tollerare all’interno di un gruppo che allena? “La mancanza di rispetto. So che può essere una motivazione scontata ma penso che proprio da così piccoli bisogna far capire loro che gli avversari sono solo dei ragazzi uguali a loro e che in campo ci si deve comportare come se avessimo di fronte un amico e non un nemico. Oltre a questo il rispetto tra compagni, delle strutture e dei materiali messi a disposizione deve esserci sempre se vogliamo formare non solo dei calciatori ma degli uomini, che ritengo sia l´obiettivo che tutti siamo chiamati a raggiungere”.

Gianni Patella

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