Sempre più tangueros anche a Chioggia

pag. 17 tango 1Come già a Buenos Aires, New York, Singapore e Roma, da qualche anno sta crescendo un folto gruppo di tangueros anche a Chioggia. Il merito è di Sara Forzato e Giovanni Bovolenta, insegnanti di Porto Tango, ramo dell’associazione “Il Ventaglio” che si occupa di diffondere la cultura del tango rioplatense e di comunicarne le grandi somiglianze con la nostra. Il tango, infatti, nasce dalla “mezcla” di innumerevoli culture che, grazie all’immigrazione massiccia dei primi anni del ‘900, hanno trovato nuova casa in Argentina e Urugay e si sono fuse in un’unica espressione culturale caratterizzata da una particolare lingua, usi e costumi che tuttora vivono nella popolazione del Rio della Plata.

L’Italia, e il Veneto, ne costituiscono una parte fondamentale: ecco perché si può dire che il tango ci è culturalmente vicino più di quanto si immagini. Giovanni Bovolenta comincia a ballare il tango perché viaggiando molto per lavoro (come pianista) cercava un ballo che fosse uguale in tutto il mondo; mentre Sara Forzato vi si avvicina grazie alla letteratura e alla poesia, poi il fatto di essere ballerina ha favorito il salto in questo ambiente. Giovanni e Sara ballano insieme dal 2009 e dal 2011 insegnano nelle sedi di Adria, Rovigo e Sottomarina. Per loro il tango significa “unione”: del corpo che si unisce con quello dell’altro per danzare; della coppia che si unisce insieme alle altre nella pista per ballare sulle stesse note; di culture, professioni, età profondamente diverse tra loro che si ritrovano a danzare, suonare, cantare o scrivere la stessa passione.

“Il tango lega moltissimo le persone – dice Giovanni – anche quelle che, altrimenti, non si sarebbero mai incontrate e questo lo rende magico”. Lo stereotipo diffuso che questa danza sia un ballo sensuale, invece, viene subito smentito da Sara: “E’ sensuale perché si usano tutti i sensi per poter comunicare con il partner, ma ciò non ha nessuna implicazione sessuale. Chi viene a ballare il tango è mosso da una profonda motivazione. Chi viene con altri obiettivi se ne va molto presto!” Gli aspiranti ballerini di tango che seguono Sara e Giovanni hanno un’età compresa tra i 30 e i 60 anni, ma anche i giovanissimi cominciano sempre più ad essere attratti da questa espressione culturale, complice la diffusione che i media hanno dato al tango negli ultimi anni. “Chi frequenta i corsi ed entra in questo mondo difficilmente lo abbandona – spiega Sara Forzato – per ballare bene ed apprezzare il tango c’è bisogno di una grande passione e forza di volontà, perché non è una disciplina semplice e, vista la sua storia secolare, necessita di un po’ di tempo per essere capita nelle sue diverse sfaccettature”.

Per ballare, rassicurano i maestri, non è necessario avere un partner fisso: essendo il tango un ballo popolare, tutti possano ballare con tutti e il “cambio coppie” all’interno della lezione è molto frequente e aiuta a migliorare. Per chi, poi, volesse mettere in pratica il corso e soprattutto divertirsi, Padova, Mestre e Venezia offrono diverse milonghe, ossia luoghi dove si balla il tango. Nei dintorni di Chioggia, ogni ultimo venerdì del mese Sara e Giovanni propongono la loro milonga informale ad Adria, presso l’atmosfera d’altri tempi dello storico Hotel Stella d’Italia che ben si addice al tango. D’estate, invece, si balla sulla terrazza In Diga a Sottomarina tutti i giovedì di luglio e agosto.

 

di
Sara Boscolo Marchi

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