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Inquinamento: qualità dell’aria da rivedere a Rovigo

inquinamentoL’inverno è ormai alle porte e, come ogni anno, Rovigo si ritrova a fare i conti con l’inquinamento atmosferico. Il motivo? L’innalzamento stagionale della presenza di polveri sottili nell’aria (Pm10 e Pm2,5) che i cittadini respirano quotidianamente.
Se a livello regionale, Rovigo per il 2015 si piazza al penultimo posto, davanti a Belluno, nella classifica dei capoluoghi più inquinati (con Vicenza maglia nera, seguita da Verona, Padova e Venezia e Treviso), le cose in Veneto non vanno affatto bene. Stando a quanto riportato dall’Ocse, infatti, la nostra regione è penultima in Italia per qualità dell’aria e peggio di noi c’è solo la Lombardia.
Tornando a Rovigo, per quanto riguarda la presenza di Pm10, i capoluoghi di provincia sono tenuti a rispettare le direttive europee che impongono il limite di 35 giorni all’anno in cui è consentito andare sopra la soglia di guardia, ovvero 50 microgrammi per metro cubo d’aria.

Nel 2015, ad un mese e mezzo dalla fine dell’anno, Rovigo ha sforato il limite dei 35 giorni 49 volte mentre han fatto peggio Vicenza (69 sforamenti), Verona (57), Padova e Venezia (55) e Treviso (51). Solo Belluno è rimasta entro i limiti di legge. Per il capoluogo polesano si tratta di un dato migliore rispetto ai precedenti, dopo un inizio d’anno in salita. Il 9 gennaio 2015 l’Arpav aveva infatti registrato un aumento senza sosta della concentrazioni di polveri sottili, passate da 42 microgrammi per metro cubo d’aria del 29 dicembre ai 91 del 3 gennaio, fino a superare i 100 il giorno seguente l’Epifania.

Guardando al passato, invece, secondo il rapporto di Legambiente “Mald’aria”, nel 2013 Rovigo ha sforato i limiti 91 volte mentre nel 2014 è arrivata a 47 sforamenti, un vero e proprio record negativo se si considerando le abbondanti precipitazioni dello scorso anno.
Ma se, da una parte, si può dire che la qualità dell’aria quest’anno sia complessivamente migliorata, come riporta sempre Legambiente nel report “Ecosistema urbano 2015”, dall’altra il fenomeno “inquinamento” ha scatenato un dibattito a livello politico nel quale è intervenuta più volte l’assessore comunale all’Ambiente Roberta Ravenni per chiarire come le cause del fenomeno siano diverse: i maggiori responsabili sono le combustioni e possono essere rappresentate, oltre che dai gas di scarico di autoveicoli e motoveicoli, dai camini degli impianti produttivi e dai camini di espulsione dei fumi di combustione degli impianti di riscaldamento.

In particolare, poi, ad essere messa nel mirino è stata la “combustione in ambito residenziale delle biomasse legnose che da sole contribuiscono al 99% delle emissioni di polveri fini Pm10 e Pm2,5”. “In merito alle fonti delle polveri sottili – ha aggiunto Ravenni – con particolare riferimento all’incidenza delle stufe a legna, tutto ciò non proviene da valutazioni personali o da valutazioni personali dei tecnici degli uffici comunali”. “La fonte di queste informazioni – prosegue nel proprio intervento l’assessore comunale all’Ambiente Ravenni – è la Relazione regionale sulla qualità dell’aria 2014 di Arpav che è stata realizzata tenendo in considerazione anche i risultati della ‘Indagine sul consumo domestico di biomasse legnose in Veneto. Risultati dell’indagine campionaria e stima delle emissioni in atmosfera’ del 2013. Sicuramente gli esperti di Legambiente saranno bravissimi, non lo metto in dubbio, ma il nostro riferimento per questa tematica è e rimane l’Arpav”.

Elisa Barion

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