Mira: un accordo per mettere in sicurezza la Romea

romea trattoTre comuni, due della Riviera e uno del padovano, compatti nel chiedere più sicurezza sull’attuale statale 309 Romea. Per questo hanno stipulato un protocollo di intesa ad hoc. L’iniziativa è stata sottoscritta dai comuni di Mira, Campagna Lupia e Codevigo, e presentata in municipio a Mira. Una presentazione a cui hanno partecipato la deputata del M5S Arianna Spessotto e la consigliera regionale grillina Patrizia Bartelle.

Ma di cosa si tratta?  I tre comuni chiedono allo Stato investimenti per 60 milioni di euro per la sistemazione del tratto della statale di 30 chilometri che va da Malcontenta fino all’intersezione di Santa Margherita a Conche di Codevigo. A spiegarne il senso è stato l’assessore ai lavori pubblici di Mira, Luciano Claut. “Abbiamo considerato – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Claut – che la messa in sicurezza dell’attuale Romea, dopo il congelamento di fatto della autostrada Orte Mestre, debba essere affrontato al più presto. Abbiamo capito che mettere d’accordo tutti i comuni attraversati dalla statale solo in Veneto è un’impresa. Per questo riteniamo che sia utile portare avanti dei progetti per tratti omogenei. L’obbiettivo del coordinamento è la realizzazione di uno studio di fattibilità e di un programma pluriennale di interventi”. La Romea vede nel tratto in questione l’attraversamento di circa 20 mila veicoli al giorno, e fra questi il 30 % è costituito da traffico pesante. Fra le linee guida del protocollo, c’è innanzitutto la messa in sicurezza degli incroci con la viabilità locale.

“Con gli interventi che si andranno a compiere – ha continuato Claut – vogliamo che ci sia il minimo consumo del suolo possibile, incentivo di una mobilità lenta a lato della Romea con piste ciclabili e pedonali, il recupero di aree degradate e anche una forte attenzione per la sicurezza idraulica dei territori dei tre comuni ad ovest della strada, con la creazione di bacini di invaso e fito depurazione”. Sulla stessa linea il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Liveri. “Questo protocollo di intesa – ha detto – ci fa capire che è ora di pensare alla messa in sicurezza dell’attuale tracciato, mettendo in chiaro a Stato e Regione quali sono i punti critici sui quali bisogna intervenire”. A Mira si punterà a creare dei sottopassi per sistemare gli incroci a rischio, mentre per Campagna Lupia e Codevigo si pensa a nuovi innesti e anche a delle nuove rotatorie. “Questi interventi – ha spiegato il deputato Arianna Spessotto, che ha presentato una mozione parlamentare sulla questione – permetteranno di spendere una cifra non grandissima per la messa in sicurezza di questo tratto che è prevalentemente extraurbano. Pensiamo che gli interventi si possano realizzare con 60 milioni di euro in tre anni, 20 milioni all’anno. Un costo per nulla paragonabile con quello della Orte-Mestre”.

9Ma andiamo nello specifico e vediamo di cosa si tratta dal punto di vista tecnico. Sono 10, infatti, i punti segnalati dai tre comuni come critici, con il protocollo di intesa. A Mira 4: c’è l’incrocio di Malcontenta, l’incrocio con via Ca’ Balletto, quello con via Bastie e quello di Giare. Sugli ultimi 2 incroci il Comune sembra voler perseguire alcuni progetti già previsti dalle precedenti amministrazioni, che vedono in quei punti la realizzazione di 2 sottopassi per evitare l’attraversamento a raso, che tanti incidenti mortali ha causato. A Campagna Lupia il Comune ha individuato come zone a rischio quelle delle intersezioni con i ponti sul Novissimo di Lugo, Lughetto e Lova. “Per il tratto fra Lugo e Lughetto – dice il sindaco Fabio Livieri – proporremo una nuova rotonda che elimini i due incroci a raso. Per l’incrocio di Lova pensiamo si possa anticipare l’innesto sulla viabilità locale all’altezza dell’attuale distributore di benzina, a nord del ristorante “Alla Stella”. Per il tratto di Codevigo i punti a rischio individuati sono stati quelli degli incroci di Rosara, quello di S. Margherita all’altezza del ristorante “Da Giosuè” e quello di Conche. Il più rischioso dei 3 appare quello di S. Margherita, in cui il problema di innesto da chi proviene dalla strada che porta a Cavarzere, è davvero rilevante. La proposta è quella di trasformare quell’incrocio pericoloso in una rotonda.

di Alessandro Abbadir

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