Orticoltura e pesca, si confermano settori chiave dell’economia di Chioggia

campo radicchioOrticoltura e pesca come motore propulsivo per dare slancio all’economia cittadina e per uscire dalla stagionalità. Gli ultimi dati sull’occupazione nel Clodiense si stanno rivelando incoraggianti e il Comune sta studiando le mosse per alimentare questo circolo virtuoso. Obiettivi ambiziosi a parte, l’urgenza attuale è quella di incentivare prevalentemente il settore primario, che nell’economia cittadina si sta rivelando ancora determinante.

Le assunzioni del settore agricolo, ad esempio, anche quest’anno si confermano sostanzialmente in linea a quelle degli anni precedenti. Si conferma anche l’importanza della pesca, che assorbe, direttamente e in termini di indotto, gran parte della forza lavoro cittadina. A sostegno del settore ittico, ci sono le risorse del Feamp, il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. “La strada da perseguire per incentivare la pesca -, spiega l’assessore alle Attività produttive, Marco Dughiero – è quella di convogliare risorse per l’ammodernamento dei natanti e per migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori. Pesca marittima e acquacoltura lagunare possono rappresentare un elemento importante di sviluppo”.

Per quanto riguarda l’orticoltura, invece, la crisi è sempre dietro l’angolo e la chiave per rafforzare la competitività non può che essere la qualità. “La promozione della qualità – continua Dughiero – può rappresentare una via d’uscita ad una situazione di settore e di mercato a rischio crisi. Con la tutela e valorizzazione del nostro prodotto principe, il radicchio, si possono avere sviluppi che possono portare nuova occupazione. Il consorzio di tutela del radicchio Igp di Chioggia ha portato e fatto apprezzare il prodotto chioggiotto ad Expo, a Berlino (FruitLogistica), a Rimini (MAcFrut) e ha avviato un gemellaggio con Pachino (pomodoro Igp). Se gli operatori si orientano alla promozione della qualità già riconosciuta al nostro radicchio, le positive ripercussioni economiche comporteranno un aumento di occupazione diretta e nell’indotto”. Per quanto riguarda il terziario, nei primi sei mesi di quest’anno si è verifi cata una ripresa considerevole di assunzioni nei servizi. Il saldo occupazionale è pari a 1.505 unità, superiore alle 1.300 del 2008.

 

di
Andrea Varagnolo

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