Correzzola: Padre Tonino Falaguasta: “Vi racconto la mia Africa”

padre tonino pioveCinquant’anni di sacerdozio di cui ben trentaquattro trascorsi in Africa, nelle missioni, tra i poveri del mondo.
Da otto anni si trova nella Repubblica Democratica del Congo, lo stato sino al 1997 conosciuto con il nome di Zaire. Prima c’erano stati sei anni trascorsi in Burundi e i venti nella Repubblica Centrafricana.

Padre Tonino Falaguasta oggi a 76 anni ma continua a vivere la missione come il primo giorno, sempre secondo il carisma di San Daniele Comboni. Nato in località tra San Rocco, tra le parrocchie di Civè e Brenta d’Abbà, periodicamente torna in paese a fare visita ai familiari, l’ultima volta nel corso dell’estate per festeggiare il mezzo secolo di sacerdozio. Padre Tonino è un sacerdote, ma anche un giornalista e uno scrittore, e ha sempre usato voce e penna per dare voce agli ultimi e trasmettere il messaggio evangelico.
Cosa che gli è costata anche mesi di prigione, perché le sue parole alla radio, urtavano i poteri locali. Per tutti gli africani è diventato”Nyabenda”, perché così in Burundi chiamano il figlio numero nove, quale Tonino era per i suoi genitori.

Cos’è cambiato in questi anni nella maniera di fare missione? “Il messaggio rimane lo stesso – racconta, – ora ci si adatta alle nuove forme di comunicazione. Quando sono arrivato, bisognava spostarsi di villaggio in villaggio. Oggi con la radio e la stampa si possono avvicinare molte più persone”.

Inevitabile parlare con lui della situazione africana. “Per prima cosa – spiega – in Europa, a partire di chi compie scelte politiche, non conosce la situazione che c’è qui. Noi missionari potremmo fare da interlocutori, eppure non siamo mai stati consultati. La situazione africana è tremenda, c’è un livello di povertà e violenza altissimo e chi può fugge. Ora, al contrario di un tempo, le nuove tecnologie permettono a tutti di conoscere cosa c’è fuori dal proprio villaggio e città”.

Per padre Tonino questi paesi hanno la sfortuna di essere ricchi. Una ricchezza che tuttavia è depredata da multinazionali e nazioni estere che non lasciano nulla, se non qualche briciola da lasciare in pasto a qualche dittatore locale connivente.”Questi paesi sono ricchissimi di risorse e materie prime – continua – eppure la popolazione è poverissima. In Congo, paese con quasi 80 milioni di abitanti, il 77% delle persone vive con meno di un dollaro al giorno. Poi ci sono le guerre di cui nessuna parla e che continuano a fare milioni di morti”.

Gli occhi del missionario hanno visto ospedali distrutti e fosse comuni scavate ai bordi delle strade. “Hanno bisogno di uno sviluppo che sia loro e di una stabilità politica che conosca l’esperienza democratica”.

Alessandro Cesarato

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