Servizi e tasse, la Riviera delle differenze

tasse-italiaOgni comune fa per sé ed emerge una Riviera dal punto di vista amministrativo piena di differenze e contraddizioni. Ciò emerge da una analisi su servizi ed imposte fatta da Federconsumatori della Riviera del Brenta e del Miranese. I Comuni che sono stati comparati dall’associazione dei consumatori, sono quelli dell’asta del Naviglio e cioè Mira, Dolo, Fiesso e Stra e anche di Fossò e Pianiga. Emerge così che ad avere la Tari più alta fra questi è il Comune di Dolo. E’ sempre Dolo il Comune che ha la retta più alta per gli asili nido. La Tari ed Imu su uffici e studi privati più alta è quella di Mira.

Federconsumatori però ha soluzione per evitare questa giungla di regole diverse da Comune a Comune: crearne uno unico da 88 mila abitanti. Ma ecco la situazione nel dettaglio. ”I dati che abbiamo raccolto – spiega Alfeo Babato per Federconsumatori – evidenziano uno spaccato di campanilismo davvero anacronistico. Per esempio per Tari e Tasi su fabbricati si va da euro 380 all’anno di Fossò ai 510 euro all’anno di Dolo. Ma non solo: Tari e Imu su uffici e studi privati vedono Mira in testa con 938 euro all’anno, mentre in fondo alla classifica c’è Stra con 686 euro all’anno”.

Altra spesa delicata e molto sentita dalle famiglie, le rette per l’asilo nido. Queste vanno da 180 al mese di Stra ad una retta di 554,40 al mese di Dolo. E poi si è diversamente poveri o ricchi in ragione della residenza, sottolinea Federconsumatori. “A Dolo – dice Babato – si è poveri sotto ai 6.500 euro all’anno di Isee, mentre a Mira sotto i 9.500 euro. A Dolo si è ricchi sopra i 28.000 euro, mentre a Fiesso sopra i 20.965 euro all’anno. C’è da domandarsi il perché”. Costi diversi da Comune a Comune, anche se si deve morire. “Un loculo nei cimiteri di Dolo costa 2.700 euro – dice Babato – mentre, segue Mira con 2200 e in ultima posizione c’è Fiesso d’Artico in cui la tumulazione costa 1.400 euro”. Non manca il problema della selva di regolamenti che produce ogni Comune e in cui la gente fa fatica a districarsi. ”In tutti i comuni della Riviera – continua Babato – ci sono poi 109 regolamenti, comprendendo anche l’Unione Città della Riviera. Si va dal record di 76 di Mira al minimo di 22 di Fossò”.

Di fronte a queste contraddizioni, per Babato e Federconsunatori la soluzione non è che una sola: creare un unico comune da 88 mila abitanti. “Ho sempre pensato che – spiega Babato – la realtà urbana nella quale insistono i Comuni della Riviera del Brenta, attaccati l’uno all’altro in agglomerati urbani che hanno anticipato la costituzione della città Metropolitana, si presta ad una riflessione sullo strumento della fusione dei Comuni. In tal senso abbiamo svolto una indagine sui costi dei servizi amministrativi di sei comuni della Riviera, per avere un quadro sinottico sul quale ragionare nell’ipotesi di una fusione dei sei Comuni, nel Comune della Città della Riviera. Questa proposta l’ho inviata con i dati a tutti primi cittadini dei comuni esaminati. Il Comune della Città della Riviera con i suoi 88.000 abitanti su una superficie di 168 kmq può competere ad armi pari con Mestre e Venezia. Spero vivamente che la politica se ne accorga. Per ora a farne le spese sono le tasche dei cittadini”.

Alessandro Abbadir

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