La deglutizione atipica (o deviata)

deglutizioneCos’è? Si parla di deglutizione deviata nel bambino quando persiste, in età adulta (meglio, dopo la dentizione), il tipo di deglutizione del bambino. Lo sviluppo umano riconosce diversi modi di deglutire: quello fetale, quello neonatale, quello misto e quello adulto. Quando un bambino conserva la deglutizione mista anche dopo la dentizione, può andare incontro a importanti alterazioni dello sviluppo cranico-facciale. Cosa succede con la dentizione del bambino? Cambia via via la sua alimentazione, passando dal succhiare al masticare. La sua lingua non trova più spazio fra le labbra perché si è formata la barriera dentale e perciò deve trovare la sua nuova naturale collocazione nell’incavo del palato durate ogni atto deglutitorio.

A cosa è dovuta la deglutizione deviata? A molteplici cause: allattamento al seno troppo prolungato, svezzamento ‘protettivo’ fatto cibi di scarsa consistenza, uso del biberon e del succhiotto dopo la dentizione, succhiamento del pollice, importante ostruzione adenoidea e tonsillare (respirazione orale).

Quali sono le conseguenze? La lingua non va a occupare il palato, ma resta fra i denti, con due conseguenze: un palato vuoto tende a stringersi, i denti superiori tendono a sporgere (over-jet) spinti dalla lingua stessa, peggiorando ancor più la ristrettezza del palato. Di conseguenza si verrà a creare un open bite (morso aperto) anteriore e un morso crociato mono o bilaterale (malocclusione), e gli zigomi si appiattiranno. Possono insorgere problemi di masticazione, squilibri nella postura, alterazione della fonazione e problemi estetici.

Come si fa la diagnosi? Come si cura? La diagnosi è semplice ma la cura è complessa. Devono sempre intervenire almeno tre specialisti. L’otorinolaringoiatra, il dentista/ortodonzista e il logopedista. Di volta in volta potranno essere coinvolti anche il foniatra, il posturologo, il neurologo, ognuno per la propria competenza.

Come la diagnosi, a maggior ragione anche il trattamento deve essere multidisciplinare: ma chi interviene per primo? Se vi è respiro orale da ingombro delle prime vie aeree (PVA), deve intervenire per primo l’otorinolaringoiatra per rimuovere gli ostacoli. Ogni trattamento logopedico va effettuato dopo la bonifica chirurgica. Se le PVA sono libere, logopedista e ortodonzista devono coordinarsi per un intervento combinato, tenendo presente che qualsiasi intervento meccanico, fisso o mobile, è destinato a fallire senza il logopedista. Quindi l’ultima parola spetta sempre al logopedista, cui è affidato il compito di ripristinare un adeguato equilibrio neuromuscolare della faccia, mediante esercizi di mioterapia (terapia miofunzionale): in sintesi, se vi sono gravi e complessi dismorfismi facciali, prima deve intervenire l’ortodonzista; se si decide per un apparecchio ortodontico fisso, possono intervenire contemporaneamente; se si ipotizza un apparecchio mobile, prima deve intervenire il logopedista.

Dott. Giuliano Menaldo

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