Epicondilite (gomito del tennista): sintomi, cura e rimedi

bellatoL’epicondilite, nota anche come gomito del tennista, è una tendinopatia inserzionale della muscolatura laterale del gomito. Tuttavia, non va intesa come una patologia che riguarda solo i tennisti ma anche altri sportivi (giocatori di baseball, schermitori, nuotatori, ecc.) e lavoratori che utilizzano in modo eccessivo i tendini della parte esterna o interna del gomito come pittori, muratori, carpentieri, operatori del computer, pianisti, ecc.: è considerata una over-use syndrome cioè una patologia la cui causa è riconducibile, sia ad un’abnorme sollecitazione, che ad un fisiologico logoramento involutivo delle strutture tendino-inserzionali. Il sintomo classico è naturalmente il dolore molto localizzato nella regione laterale del gomito, a livello dell’epicondilo dove si inseriscono i muscoli epicondiloidei, che si irradia a volte lungo il bordo radiale dell’avambraccio e viene risvegliato nei movimenti di estensione e supinazione.

Il dolore è molto variabile come intensità e va da un lieve fastidio alla vera e propria impotenza funzionale. Gesti come versare da bere, portare una valigia, stringere la mano diventano molto dolorosi. Dopo un’accurata anamnesi si procede all’esame clinico, cercando di individuare i principali segni legati a tale patologia. In genere, si accerta la provenienza del dolore attraverso la palpazione diretta dell’epicondilo radiale-omerale, verificando contemporaneamente che non vi sia la presenza di una eventuale modesta tumefazione locale.
Poi si constata l’insorgenza del dolore tramite:
– Test di Cozen: estensione del polso contro resistenza a gomito flesso
– Test di Mills: pronazione passiva forzata con polso flesso e gomito esteso
– La supinazione contro resistenza sempre a gomito flesso.

L’esame radiologico è solitamente negativo (anche se talora sono presenti calcificazioni in sede iuxtaepicondiloidea). La diagnosi è prettamente clinica anche se una ecografia tendinea, meglio se effettuata con color o power Doppler, consente di identificare le aree di degenerazione endotendinea e l’iperemia dei tessuti peritendinei. Il trattamento dell’epicondilite non è affatto semplice, questa patologia illustra la capacità di adattamento dell’organismo che è saturato dall’esercizio di un’attività fisica e/o lavorativa i cui sintomi si manifestano su di una zona resa fragile dalle tensioni circostanti.Sicuramente ci saranno tensioni sulla muscolatura epicondiloidea, si tratteranno le strutture muscolo-scheletriche del gomito stesso, poi si andranno a testare ed eventualmente trattare il polso, la spalla, la colonna cervicale, dorsale, ecc. Se il dolore è di vecchia data è spesso utile applicare delle tecniche di stiramento/ rilasciamento dei muscoli, dei legamenti e della membrana interossea dell’avambraccio; in alcuni casi può essere utile l’utilizzo di un tutore durante l’attività fisica o lavorativa.

Dott. Andrea Bellato

Tel 388 0441845 – Email: a.bellato87@gmail.com

Lascia un commento