Ho bisogno di te perché ti amo o ti amo perché ho bisogno di te?

relazioneErich Fromm, filosofo, psicoanalista e sociologo di origine tedesca, nel lontano 1957 scrisse il libro ”L’arte di amare”, un’opera sulle relazioni affettive. Nel mio studio, quando con i pazienti affronto problematiche relative a conflitti di coppia, a relazioni durature che ad un certo punto si trovano sull’orlo del burrone, alla rottura di tali relazioni, spesso pongo loro questa domanda che Fromm cita nel suo testo: ho bisogno di te perché ti amo o ti amo perché ho bisogno di te? Qual è la risposta corretta? Le due domande apparentemente potrebbero sembrare uguali o simili…bisogna rifletterci un po’. La differenza c’è e sta proprio nel modo in cui ognuno di noi si pone all’interno del rapporto di coppia. Come già avevo accennato nell’edizione di dicembre, ogni individuo ha un ruolo ben preciso con cui si identifica all’interno di una relazione, qualsiasi essa sia, in particolare quella di coppia. Ciò significa che ognuno si pone all’interno della relazione con una modalità che ha appreso nel corso del suo sviluppo e soprattutto nelle dinamiche familiari che ha vissuto, e questa modalità definisce le sue azioni, le sue idee e il suo comportamento quando comunica ed interagisce con il partner.

Facciamo un esempio: una donna può essere sposata e, dunque, il suo ruolo dovrebbe essere quello di moglie; a volte però, ciò non succede ed essa si ritrova ad essere più una madre nei confronti di quell’uomo, o un’amica. Inoltre questa donna si relaziona con il marito in una modalità che si definisce “down” cioè è passiva e sottomessa nella relazione e il coniuge, invece, è “up” cioè attivo e dominante. Perché può accadere questo? Ogni partner, nel momento in cui costituisce una propria famiglia, porta con sé tutto il bagaglio della propria famiglia di origine: miti, credenze, abitudini, valori morali, stili educativi, etc. La famiglia quindi condivide una nuova cultura, co-costruendo insieme le proprie regole comportamentali e di relazione, definendo gli stili comunicativi, le regole e i ruoli. In parole semplici, uomo e donna contrattano, rispetto alle proprie culture di appartenenza una nuova cultura familiare. Tuttavia questo non sempre succede e uno dei due partner, più forte nella relazione, afferma le proprie idee fino al punto che diventano le regole della nuova famiglia. L’altro partner subisce quest’azione e il nuovo nucleo familiare si identifica con la cultura del soggetto dominante. A questo punto ci si domanda: perché uno dei due riesce ad affermare le proprie idee mentre l’altro partner non pone resistenza?

Dott.ssa Francesca Polato

Tel: 348 3762878 – Email: francesca.polato@ordinepsicologiveneto.it

 

Lascia un commento