Vitalizi, tre consiglieri del PD ci rinunciano, Berti (M5S): “La prova di coerenza sarà la legge anticasta”

berti6Vitalizi, è ancora guerra in Consiglio Regionale sui privilegi della “casta” politica. Due giorni fa, tre consiglieri regionali del PD, Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo e Stefano Fracasso, hanno deciso di rinunciare al vitalizio maturato nella scorsa legislatura. Lo scorso novembre hanno depositato l’atto di rinuncia, perdendo in questo modo il diritto a ricevere 1500 euro sicuri al mese. Da ora in poi varrà la riforma Ruffato, in vigore dal 2015, che ha introdotto il sistema contributivo per gli eletti di Palazzo Ferro Fini: a 65 anni incasseranno la pensione in base a quanto verseranno.

Ma il Movimento 5 Stelle continua sul piede di guerra, sostenendo che l’iniziativa dei tre Dem rappresenta solo l’ennesima prova di ipocrisia, considerato che l’abolizione del vitalizio è una delle battaglie per cui i pantastellati si battono sin dall’inizio attraverso la proposta di una legge anti-casta.

“La prova di coerenza ai quali li aspettiamo – sostiene Berti – sarà il voto alla nostra legge Anti – Casta, con la quale chiediamo di abolire i vitalizi di tutti gli ex consiglieri regionali, di abolire le indennità di funzione e di ridurre gli stipendi dei consiglieri. Si risparmieranno 82 milioni e mezzo di euro dei soldi dei cittadini e si darà un segnale importante alla regione e al Paese”.

 

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