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Inquinamento: aria sotto esame a Monselice

arpavL’aria che respiriamo è pulita? A dirlo saranno le centraline dell’Arpav installate a Monselice. Sono due i monitoraggi della qualità dell’aria in fase di avvio. Per la campagna invernale, la centralina è stata installata in via Mandic, nell’area del parcheggio lungo via Valli, reputata dai tecnici dell’Arpav come il punto più idoneo per monitorare le eventuali ricadute delle emissioni del cementificio. I suoi rilievi proseguiranno fino al 3 febbraio del 2016 e riprenderanno dopo poche settimane per la campagna estiva: la stazione per il monitoraggio dell’aria sarà infatti riposizionata nello stesso sito dal 20 aprile all’8 giugno 2016.

I controlli dell’Arpav sono stati richiesti dal Comune di Monselice con lo scopo di verificare l’eventuale contributo inquinante del cementificio di Monselice. Per entrare nel dettaglio, gli inquinanti che verranno monitorati in automatico sono: Biossido di Zolfo, Acido Solfidrico, Monossido di Carbonio, Biossido di Azoto, Ozono e PM10. Inoltre dai filtri del PM10 veranno ottenute in laboratorio le seguenti misure: Metalli (Arsenico, Cadmio, Mercurio, Nichel e Piombo) e IPA, in particolare Benzo(a)pirene. Per garantire la massima trasparenza dell’operazione, gli esiti dei monitoraggi saranno pubblicati sul sito istituzionale dell’Arpav www.arpa.veneto.it. La centralina mobile collocata in via Leopoldo Mandic non sarà l’unica stazione attiva in città per il monitoraggio dell’area. A breve sarà infatti posizionata anche la centralina fissa in via Beata Madre Teresa di Calcutta. “Il raffronto tra i dati delle due postazioni consentirà di verificare se e quali impatti a livello di qualità dell’aria sono determinati dall’attività industriale del cementificio – ha spiegato l’assessore all’ambiente Giorgia Bedin – già da un paio di mesi è stato dato concreto avvio al protocollo di intesa per il monitoraggio in continuo e diretto delle emissioni a camino, con accesso diretto al server della cementeria da parte dei tecnici Arpav”.

Intanto è disponibile online il nuovo servizio offerto a tutti i cittadini per tenere traccia delle operazioni di bonifica della ex “C&C”. I primi lavori sono infatti terminati da poco: la bomba ecologica della ex fabbrica al confine tra Pernumia, Monselice e Battaglia Terme è stata alleggerita di ben 2.771.810 chili di rifiuti, con 99 camion, in 12 giorni. Un lavoro importante per una quantità immensa di fanghi e polveri pericolose. Dal sito www.bonificacec.it, è possibile vedere una cronologia generale dell’avanzamento lavori e tutti i dettagli tecnici sui rifiuti presenti nei capannoni. Per raggiungere la sezione con i dati della rimozione dei rifiuti, è sufficiente cliccare sulla voce “bonifica” nel menù in alto.

“Le prime operazioni di bonifica si sono concluse senza intoppi – ha spiegato Nicola Ferro, Presidente di Padova Tre Srl – E’ una data storica perchè segna il primo passo verso la bonifica definitiva”. La sfida ora sarà il reperimento di altri fondi. La legge di stabilità ha aperto una nuova speranza: è stato accolto dal Governo un ordine del giorno proposto dalla deputata Pd Giulia Narduolo che interessa anche la ex C&C di Pernumia, perché impegna il Ministero dell’Ambiente ad adottare un piano di risanamento per i siti inquinati non di interesse nazionale. Un primo passo fondamentale, perché la fabbrica dei veleni è invece di competenza regionale e lo Stato non avrebbe attualmente diretta competenza di intervento. Durante il recente incontro tra Ministero dell’Ambiente e i sindaci del territorio è stato spiegato come non sia possibile per il Governo intervenire in un sito di interesse regionale e non nazionale. Insistere sulla strada del finanziamento della bonifica da parte dello Stato, esclusivamente per il caso C&C, non era quindi una soluzione percorribile. “Si tratta del primo passo concreto verso il coinvolgimento del Governo per la bonifica definitiva della C&C” ha commentato Narduolo.

Emanuele Masiero

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