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Arti marziali, pieno di medaglie per gli atleti della Combat Academy di Brugine

Schermata 2016-01-27 alle 16.07.52Pieno di medaglie al mondiale di arti marziali miste “Mma light” per i giovani atleti della “Combat Academy” che hanno gareggiato nella nazionale italiana di kick boxing del Coni.

All’appuntamento di fine novembre a Chisinau, in Moldavia, i sette allievi del maestro Simone Palazzin hanno conquistato 5 titoli mondiali, un argento e un bronzo.

Sul gradino più alto del podio il tredicenne Dennis Prandin di Legnaro, il dodicenne Nikola Pittarello di Brugine, il quindicenne Simone Spadini, la ventiduenne di Brugine Giulia Chinello e Claudia Moro. Medaglia d’argento per Riccardo Pengo, 19 anni di Legnaro e bronzo per Dario Palazzo.

Una spedizione tutt’altro che agevole ma che ha portato grandi soddisfazioni. “In Moldavia il clima è stato difficile e pesante – racconta il maestro Palazzin – soprattutto per Nicola e Denis che sono i più piccoli. Poi si sa, prima degli incontri salgono adrenalina e agitazione che culminano con l’esplosione della vittoria”.

Il segreto di tanti successi?
“Il lavoro dietro a ogni combattimento è davvero tanto – continua il fondatore della scuola – tutti i ragazzi si allenano dalle quattro alle cinque volte alla settimana e intorno alle due ore e mezza ad allenamento. Inoltre la disciplina è difficile, bisogna saper lavorare in diverse arti marziali”.

Quale futuro per questi campioncini in erba?
“Sono giovani, però hanno carattere: si vede chi prova una vera passione e chi meno. Quelli in nazionale sono tutti appassionatissimi. Per Giulia Chinello, che combatte in gabbia a livello professionale ed è in nazionale da 5 anni, ci sarà sicuramente futuro. Per gli altri, se continuano con questa marcia, anche. Spero che l’Italia cominci a finanziare questa disciplina perché ci sono bambini che, oltre ad avere una grande passione, possiedono un grande talento”.

E per l’Asd Combat Academy di Brugine?
“E’ da pochi anni che questa disciplina ha preso piede nel territorio piovese, il problema è praticarla e sostenere i ritmi serrati. Non è semplice trovare un riscontro: si conosce ma non è una realtà facile. Mi auguro che si diffonda ulteriormente, ai bimbi piace perché hanno modo di sfogarsi, divertirsi, non si annoiano e vengono formati. In primis mentalmente”.

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