Aumento pedaggi autostradali, CNA Rovigo: “Così si deprimono le imprese”

aumento pedaggi autostradaliAnche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, l’Aiscat (l’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) ha dichiarato l’aumento dei pedaggi autostradali. Gli aumenti, in vigore dal 1 gennaio 2016, prevedono un rialzo medio dello 0,86%, dopo il +1,32% del 2015 e il +3,2% del 2014. Una vera e propria stangata per i pendolari che quotidianamente affrontano tratti autostradali in automobile, ma soprattutto per le imprese, che utilizzano il trasporto su gomma.

Un primo commento,  amaro, arriva del Presidente degli autotrasportatori CNA di Rovigo Dario Panin , il quale sottolinea che tra  gli  aumenti accordati , in questa prima fase  dal Governo alle concessionarie autostradali a livello nazionale  vi è stato l’1,09 % per Autostrade per l’Italia  che gestisce la A 13 Padova  – Bologna; la A 27 Venezia – Belluno ; la A 23 Tarvisio Udine; la A1 Autostrada del Sole; del 6,5 % per il concessionario che gestisce  la Torino – Milano; del 3,45 %  per la concessionaria della  Roma – Aquila.

Secondo Panin questa politica “rischia di affossare  la circolazione e deprime ancora di più quelle imprese che lavorano con autoveicoli dedicati alla movimentazione di merci e persone, e che non potranno facilmente scaricare l’aumento ritoccando conseguentemente prezzi e tariffe”.

Le ripercussioni, chiaramente, sono sempre più grandi per il territorio se comparate con la concorrenza estera. “L’autotrasporto è in difficoltà per costi di esercizio elevati, tariffe che non arginano gli oneri delle imprese, costo del lavoro in aumento e concorrenza di vettori esteri. Gli aumenti decisi – afferma il Presidente degli autotrasportatori CNA –  non tengono conto dell’andamento del mercato e della situazione di crisi economica che le imprese stanno attraversando.”

Nel periodo 2012 fino al primo semestre 2015 , secondo quanto sottolinea il Presidente degli autotrasportatori ,  le imprese artigiane di trasporto merci in provincia di Rovigo sarebbero passate da 501 unità a 461 con una diminuzione di ben 40 unità, mentre a livello regionale nello stesso periodo le imprese sono diminuite da 7.901 unità a 7.187.

“L’ennesimo aumento –  conclude  Dario Panin  – per chi per lavoro è quotidianamente sulle tratte autostradali  trova  solo parziale giustificazione negli investimenti effettuati dalle società; l’impressione che si riceve è che da decenni le tariffe non sembrano più servire a ripagare l’investimento iniziale, ma solo ad arricchire l’azionista: Anas o concessionari privati”.

Lascia un commento