Unioni civili, in carcere i gay che fanno figli all’estero, bufera su Dalla Zuanna

unioni civiliLa proposta shock arriva da un senatore padovano del PD, Giampiero Dalla Zuanna che sostiene la carcerazione per i cittadini italiani, gay o eterosessuali, che fanno figli, anche all’estero, servendosi della maternità surrogata. Il senatore, spiega il Mattino di Padova, e un folto gruppo dei cattolici del PD, avrebbe siglato insieme ai centristi un emendamento alla legge sulle unioni civili, che impedirebbe così la possibilità di una “Stepchild Adoption”, che permette l’adozione del figlio del partner.

L’emendamento prevede il carcere da due mesi a tre anni e una multa salatissima (da 600mila a un milione di euro) per ogni cittadino italiano, gay o eterosessuale, che “organizzi” o fruisca della pratica di maternità surrogata anche all’estero. In particolare, la legge obbliga di dichiarare apertamente l’esclusione di tale pratica e, in assenza di documentazione, l’ufficiale di stato civile trasmette gli atti alla procura. Nel caso in cui venisse accertata la pratica di maternità surrogata e in assenza di legami biologici del bambino con i partner, per legge il bambino può essere sottratto ai genitori e dato in adozione.

Il provvedimento ha scatenato, com’era prevedibile, una bufera anche all’interno del PD, e le reazioni dal mondo esterno non sono tardate ad arrivare. In un post su facebook si sfoga anche il comico Natalino Balasso:

Leggo che i cattolici del PD (ma c'è qualcuno del pd che è non cattolico?) vogliono mettere in galera per 12 anni chi…

Posted by Natalino Balasso on Mercoledì 20 gennaio 2016

Sorpreso anche l’ex premier Silvio Berlusconi, che a Repubblica dice: “Questo testo deve essere modificato, non è una cosa scontata il voto in Parlamento. Mi auguro ci siano modifiche per un’approvazione di tutte le parti in causa. Credo che le persone omosessuali abbiano il diritto di seguire la propria strada senza che lo Stato glielo impedisca. Mi auguro che al testo siano apportate quelle modifiche che permettano in Parlamento l’approvazione di quel provvedimento”.

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