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Recupero crediti: ricerca telematica dei beni da pignorare

recupero creditiL’art. 492 bis c.p.c. disciplina la ricerca telematica dei beni da pignorare in danno al debitore al fine di recuperare i crediti vantati. Essa mira a far sì che il pignoramento venga esperito in modo fruttuoso, evitando al creditore di sopportare estenuanti procedure esecutive ad esito negativo, con relativi costi a suo carico. Tale norma è stata introdotta con D.L. 12.09.2014 n° 132, convertito in Legge 10.11.2014 n° 162, la quale ha pure introdotto gli artt. 155 quater e 155 quinquies Disp. Att., finalizzati a rendere operativa la ricerca telematica. Successivamente il D.L. 27.06.2015 n° 83, convertito in Legge 6.08.2015 n° 132, ha sensibilmente modificato la Legge 162/2014 , specie circa gli adempimenti tecnici necessari a garantirne l’operatività.

La normativa (originariamente chiara, ma inapplicabile per carenza dei previsti decreti attuativi) risulta ora di dubbia interpretazione sotto svariati aspetti, ma quantomeno è operativamente applicabile, anche se con tutta probabilità assisteremo ad applicazioni difformi nei vari Tribunali italiani e dovremo attendere i primi riscontri giurisprudenziali. L’attuale disposizione legislativa rinvia ad un “elenco” che il Ministero della Giustizia dovrebbe pubblicare sul Portale dei servizi telematici, con funzione ricognitiva delle banche dati, il cui accesso è riservato agli ufficiali giudiziari. Originariamente il Legislatore aveva previsto l’emanazione di un decreto ministeriale che garantisse la funzionalità delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l’accesso diretto alle banche dati da parte degli ufficiali giudiziari, finalizzato a regolamentare l’individuazione dei casi, dei limiti e delle modalità di esercizio di detta facoltà di accesso. Nel frattempo, nell’attesa che detto “elenco” venga pubblicato, il creditore è facultizzato ad attivarsi autonomamente.

In buona sostanza il nuovo D.L. 83/2015 liberalizza la ricerca telematica dei beni da pignorare in capo al debitore senza più bisogno che vengano emanati i decreti attuativi originariamente previsti dal D.L. 132/2014 (e mai emanati). Il creditore può, pertanto, presentare un’istanza al Presidente del Tribunale territorialmente competente per farsi autorizzare ad accedere direttamente tramite i gestori alle banche dati, sia pur limitatamente all’Anagrafe Tributaria (compreso l’archivio dei rapporti finanziari) ed agli Enti Previdenziali. Anche il Tribunale di Rovigo si è recentemente adeguato a detta linea interpretativa, in un primo tempo disattesa.

Avv. Laura Giolo

Tel. 0425/21221 – Email: info@studiolegalegiolo.com

 

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