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Porto Tolle e il gioco d’accardo: contro la nuova sala giochi una petizione al prefetto

gioco-azzardoIl comune di Porto Tolle oltre ad essere uno dei comuni appartenenti al territorio dell’ulss 19 di Adria, che in rete strategica con le associazioni di volontariato, culturali e la stessa Ulss 19, si è attivato per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo è stato il primo a mobilitarsi, attraverso una raccolta firme, per impedire  l’apertura della prima  sala Vlt nel territorio comunale.

Due iniziative parallele, ma coincidenti nel momento in cui si parla di ludopatia. Due percorsi intrapresi dalla giunta Bellan, attraverso l’assessore Leonarda Ielasi che spiega che il rilascio o il diniego dei permessi non è di competenza delle amministrazioni, ma bensì  della questura. Organo al quale sarà inviata nel mese di Gennaio la petizione promossa dallo stesso assessore in questi ultimi mesi. Un documento al quale sarà allegato il “documento  per il contenimento dei problemi azzardo correlati con comuni bassopolesani” deliberato dalla conferenza dei sindaci, quindi condiviso dai comuni del Delta e già recepito e approvato nella seduta pubblica del 29 dicembre  del comune polesano.

Tra le azioni strategiche, riportate sul documento in questione, quattro fondamentalmente  gli obiettivi da raggiungere dalle amministrazioni pubbliche del territorio dell’ulss 19: l’attivazione di una campagna di sensibilizzazione e formazione rivolta al personale dei servizi sociali dei comuni, agli esercenti degli esercizi commerciali, nonché delle scuole primarie e secondarie perché l’incidenza del  gioco d’azzardo patologico tra i giovani-si legge nel documento- è 4 volte superiore in percentuale alla popolazione adulta e secondo un’indagine condotta dall’Espad-cnr 2015, i giocatori d’azzardo patologici rappresentano il 3% della popolazione giovanile. Mentre, secondo l’ultima indagine condotta dal dipartimento per le dipendenze dell’ulss 19 su un campione rappresentativo di 479 alunni tra i 14 e i 18 anni delle scuole superiori del basso Polesine emerge come  giochi d’azzardo il 21,8 % del campione, di cui 10,9 % giocatori sociali, 6,9% giocatori eccessivi e il 4% giocatori patologici.

Le persone prese in carico dal dipartimento per le dipendenze dell’ulss 19 fino al 2014, sono state di età media che si aggira sui 50 anni per gli uomini, un po’ più alta per le donne. Gli altri tre obiettivi condivisi dai comuni riguardano l’attivazione di buone prassi attraverso periodici incontri, la creazione di un marchio etico e di formale riconoscimento agli esercizi privi di qualsiasi forma di gioco d’azzardo, attraverso un concorso da attivare nelle scuole e l’attivazione di servizi di ascolto e sostegno delle famiglie con problemi azzardo correlati. Altro step, per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo da parte dei comuni, sarà la condivisione sugli orari di apertura e chiusura delle sale slot, attraverso delle ordinanze sindacali.

Guendalina Ferro

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