Zaia contro le trivellazioni: “Non svendo Venezia per duemila euro”

Trivellazioni: la reazione del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia contro le concessioni del Ministero dello Sviluppo Economico: “Bisogna fermare questo scempio”.

trivellazioni“Io Venezia e il turismo veneto non li svendo per duecento miliardi, figurarsi per 2.000 euro. Avanti tutta contro tutte le trivellazioni in Adriatico, la Regione Veneto è pronta a combattere al fianco delle altre Regioni. In ogni sede, con ogni mezzo lecito, senza alcun tentennamento!”.

Così, il Governatore del Veneto, Luca Zaia, si schiera con veemenza c0ntro le trivellazioni in Adriatico, criticando la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico che lo scorso 22 dicembre avrebbe concesso alcune autorizzazioni alla ricerca petrolifera per una somma irrisoria pari a meno di duemila euro l’anno. Le concessioni riguarderebbero in particolar modo l’area delle isole Tremiti, in Puglia, a 12 miglia dalla costa, dove, ha garantito il Ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi a Rai News, non verrà fatta alcuna perforazione, ma si tratterà solamente di un permesso di ricerca del petrolio, in terra e in mare.

Si parla di 5,16 centesimi di euro al metro quadrato, pari a 1.928 euro all’anno, cifra che non si può di certo dire conveniente né per lo Stato, né per l’impatto energetico. A sostenerlo sono i nostri scienziati. Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna e coordinatore del gruppo di scienziati “Energia per l’Italia”, racconta a Linkiesta che in questo modo si riuscirebbe a garantire appena un anno e mezzo di autonomia energetica, con un grave rischio per l’integrità fisica dei nostri territori.

Trivellazioni o no, per Zaia questo si configurerebbe come l’ennesimo colpo basso del Governo, che metterebbe così in pericolo il Paese “in barba ai ripetuti proclami in difesa dell’ambiente e del patrimonio naturalistico nazionale”. Insieme alle altre nove Regioni coinvolte insieme al Veneto, il Governatore chiede di “fermare questo pericoloso scempio i cui rischi superano di gran lunga i presunti benefici”.

“Il Governo – -conclude Zaia – dovrebbe invece fare una profonda autocritica, ascoltare chi i territori li conosce meglio come i Presidenti delle dieci Regioni in questione, e non guardare solo all’Italia, ma adoperarsi in campo internazionale perché finiscano le trivellazioni in Croazia, dato che non esiste un confine politico per la difesa del futuro dell’Adriatico e delle terre che vi si affacciano”.

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