Rovigo: il sindaco Bergamin: “Diano anche a Rovigo Strade sicure”

massimo bergaminIl sindaco di Rovigo Massimo Bergamin guarda con scetticismo ai dati relativi al calo di reati in Polesine, presentati dal questore Rosario Eugenio, di cui abbiamo riferito nel precedente numero de La Piazza. “Son contento che diminuiscano i reati – sottolinea -, i. D’altra parte rispetto a qualche anno fa si stanno verificando reati molto più gravi. Le bande organizzate presidiano i territori che sanno essere più deboli. Ma non è un’accusa alle forze dell’ordine”. Quindi chiede che l’esercito presidi il territorio? “Si chiama Strade sicure (un progetto che impiega militari “per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, in aree metropolitane o densamente popolate, ndr).

Io dico: ce la diano anche a Rovigo, che è una città capoluogo, con 50mila abitanti e svariate frazioni. Non avremmo neanche più il problema della logistica, poichè il nuovo carcere, potrebbe ospitare le pattuglie”. E perchè non è stato ancora fatto? “Mi è stato risposto che non viene fatto. Poi siamo in attesa del nuovo prefetto, visto che Provolo è stato trasferito, quindi è ancora tutto fermo”. Quindi priorità alla sicurezza? “Sicurezza, immigrazione… selvaggia”. Com’è la situazione profughi? “A Rovigo per ora ce ne sono circa cento, ospitati in strutture convenzionate. Alfano ha voluto creare questa agenzia “turistica” di collocamento, che pagano gli italiani, ovviamente.

Poi i nostri anziani, i nostri disoccupati vengono qua perché il Comune è il Comune e il sindaco deve avere una risposta per tutti. La risposta è nell’ascolto, nell’essere sempre disponibile… però non sempre si può tradurre in una risposta concreta. Capita, per esempio, che le persone ti vengano a chiedere conto e tu debba rispondere che per aprire le case popolari non ci sono soldi. E loro chiedono ‘Perché per noi no e per i profughi sì?”.

Giorgia Gay

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