Rovigo: la città nella morsa dello smog, ordinanze anti Pm10

smog_automobili_3L’inverno particolarmente secco e soleggiato che stiamo vivendo fa bene all’umore ma meno all’aria. “Il tempo stabile, l’assenza di precipitazioni, la scarsa ventilazione e le marcate inversioni termiche hanno favorito il ristagno delle polveri sottili su tutto il territorio regionale” fa sapere l’Arpav. Quindi anche a Rovigo: per diversi giorni di fila il valore del Pm10 è schizzato in alto, ben sopra i limiti consentiti. Come molti sindaci, anche il primo cittadino di Rovigo Massimo Bergamin ha emesso delle ordinanze con precisi divieti. La prima riguarda la circolazione dei veicoli: fino al 29 aprile resta il blocco delle auto a benzina non catalizzate Euro 0, di quelle a gasolio fino alle Euro 2 e ai motoveicoli a due tempi non omologati alla direttiva 97/27/CE. Il divieto vale da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, su tutto il territorio comunale, fatta eccezione per le principali direttrici: autostrada A13, S.S. 16 Adriatica, Transpolesana, parte di via Amendola e di via Porta Adige, viale Porta a Mare. Possono invece circolare sempre i veicoli Gpl o metano, elettrici o ibridi, auto che trasportano disabili con contrassegno o con almeno tre persone a bordo.

Tutte le informazioni nel dettaglio sono disponibili nel sito del Comune www.comune.rovigo. it. Una seconda ordinanza è stata invece emessa per limitare l’utilizzo del riscaldamento domestico. Una misura necessaria, per il sindaco, se si considera che le emissioni di polveri sottili derivano principalmente dalla combustione non industriale, con percentuali del 60% per il Pm10 e del 70% del Pm 2,5 “e che il contributo della combustione in ambito residenziale di biomasse legnose contribuisce, da solo, al 99% delle emissioni di polveri fini in questo macrosettore”. Insomma, il riscaldamento domestico inquina, e molto. Si stabilisce, dunque, che la temperatura in case e uffici non superi – fino al 15 aprile – i 18°, con una tolleranza di 2°. È avviato, inoltre, una sorta di censimento di tutte le attività di panificazione o ristorazione che utilizzano la combustione di biomasse, come i forni a legna, per la cottura di cibi.

Intanto, dalla Regione Veneto sono arrivate delle “linee guida” di riferimento per le ordinanze comunali da applicare tutto l’anno, sia nelle situazioni di criticità a livello “0” sia in caso di raggiungimento del livello “1” (dopo 7 giorni consecutivi di sforamento del limite di 50 μg/ m3 di polveri PM10). “Finalmente il Governo ha capito che il problema è legato ai cambiamenti climatici e che un approccio spot non è sufficiente, pertanto convocherà il tavolo nazionale sull’inquinamento una volta al mese – fa sapere l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin -. Inoltre, in coordinamento con il collega assessore alla sanità Luca Coletto, abbiamo istituito un tavolo tecnico ‘ambiente e salute’ per pianificare insieme azioni efficaci per uscire dall’attuale situazione di emergenza

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