L’ultimo saluto a Pascotto, padre della cardiologia di Mirano

Pietro PascottoL’addio a Pietro Pascotto, il padre della Cardiologia di Mirano, diventa occasione per lanciare l’appello: “Diamo continuità al reparto da lui creato”. A farsene portavoce è l’ex sindaco, già senatore, Gianni Fardin, come tanti altri presente alla cerimonia funebre il 30 dicembre in duomo a Mirano. Fardin si è fatto interprete del volere di molti cittadini, colleghi, ex pazienti di Pascotto e ha scritto una lettera, indirizzata ai sindaci di Miranese e Riviera, alla Regione, ai vertici dell’Ulss e al sindaco della Città metropolitana.

“La presenza di tanta gente ai funerali – scrive Fardin – non esprimeva solo dolore, ma intendeva dare un chiaro messaggio a coloro che reggono i fili della sanità pubblica: Pascotto, in oltre trent’anni di attività, ha costruito una struttura cardiologica che è stata punto di riferimento regionale e non solo, ma soprattutto ha dato un servizio di eccellenza ai cittadini che non va disperso”.

Il riferimento è ai cambiamenti in atto nella sanità locale, che hanno interessato in particolare proprio elementi del polo cardiovascolare dell’ospedale di Mirano. Polo d’eccellenza che Pascotto aveva contribuito a creare. “La chiusura della cardiochirurgia – prosegue Fardin – per essere concentrata a Mestre, senza pensare di realizzare un’area dipartimentale con Mirano, se realizzata, avrà come conseguenza proprio la dispersione di quel patrimonio, con ricadute molto pesanti sull’assistenza sanitaria ai pazienti del Miranese e della Riviera del Brenta e non solo. A Mirano, negli ultimi decenni, si sono fatti passi avanti ed accelerazioni in campo sanitario di cui hanno beneficiato sia i pazienti che le istituzioni pubbliche. Fare un salto indietro avrà perciò conseguenze negative, sia per i cittadini che per i gestori della sanità. Non basta, per ricordare la figura di questo medico, la straordinaria presenza di tanti personaggi che hanno voluto esserci alla cerimonia funebre o mettere una targa in una cardiologia desertificata: è necessario recuperare tutto quello che è stato fatto in questi anni per creare un’area dipartimentale, che coinvolga Mestre e Mirano con funzioni e peculiarità diverse, per evitare in questo modo che vada disperso un patrimonio di conoscenza e cultura che medici, paramedici e personale hanno maturato in tanti anni”.

L’appello dunque è creare un dipartimento interaziendale tra le cardiochirurgie miranese e mestrina, come già richiesto da molti a Mirano, puntando magari sulla divisione tra urgenze ed attività programmata: “L’unificazione della direzione delle Ulss 12 e 13 può aiutare a dare continuità e sviluppo a ciò che è stato fatto finora – conclude Fardin – ai sindaci del territorio, ma anche al sindaco metropolitano, alle autorità regionali e alla direzione dell’Ulss, va il compito, oltre che il dovere, di trovare una soluzione che dia continuità al lavoro fatto in tanti anni”. Insomma un appello chiaro rivolto a tutti per non dissipare un patrimonio davvero prezioso.

 

Filippo De Gaspari

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