Al primo sguardo, a Rovigo una mostra appassionante

Carlo Carrà, Il pescatore Inv. Fondaz. 566 e Inv. Cassa 570 ridimensionataLe collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo vengono svelate per la prima volta al pubblico a Rovigo grazie alla mostra ”Al primo sguardo – opere inedite della collezione della Fondazione, in calendario dal 27 febbraio al 5 giugno. Oltre 200 opere che rappresentano il fiore all’occhiello della raccolta di pittura e scultura e che saranno esposte in un doppio allestimento, sia a palazzo Roverella che a palazzo Roncale.

La scelta della Fondazione è stata di privilegiare l’ampio corpus di opere riguardanti i due recenti secoli, l’Ottocento e il Novecento, provenienti dalla Collezione Centanini. La mostra è curata da Giandomenico Romanelli e Alessia Vedova ed è aperta tutti i giorni tranne il lunedì, con ingresso gratuito. “Quella che presentiamo in mostra è solo una parte della nostra collezione- chiarisce il presidente della Fondazione, Antonio Finotti- Complessivamente la Fondazione vanta un patrimonio di oltre 1000 opere di pittura insieme diversi nuclei di sculture, incisioni, disegni, manoscritti.

Insomma un vero e proprio museo che incrementiamo regolarmente e con oculate acquisizioni”. A Palazzo Roncale ci attende una raccolta di grande valore, con artisti del calibro di Pietro da Cortona, De Nittis, Milesi, Lega, Signorini, Carrà, Guidi, De Chirico e Chagall. A Palazzo Roverella vanno in scena la modernità e le avanguardie, con il futurismo rivisitato di Tullio Crali, le ricerche cinetiche del Gruppo N e le tematiche pop di Pozzati, tra gli altri, fino alle più attuali sperimentazioni di Gioli. Si tratta di dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini che l’ha voluta donare alla fondazione perché possa rimanere integra e goduta dalla collettività; una raccolta unica nella sua specificità nata da un appassionato d’arte come pochi. Dopo la pausa estiva, e la conseguente chiusura per lavori, dal 17 febbraio arriverà a Rovigo la grande e tanto attesa mostra dell’anno “Da Gauguin ai Nabis, da Thaiiti alle biennali”, che chiuderà il 14 gennaio 2017. Un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie che sono diventate leggende.

Un centinaio di opere divise in cinque sezioni. “Una mostra di emozioni- assicura il curatore Giandomenico Romanelli- con le storie di artisti in fuga da città, da legami da loro stessi, che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica, o quello dolce casalingo della laguna veneziana”. Nella nuova mostra l’attenzione sarà focalizzata in particolare sul mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato. Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro, focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato. Fu così che nacque la scuola dei Nabis che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa, come questa mostra ben sottolinea. Tra gli artisti esposti, Oscar Ghiglia, Felice Casorati, Gino Rossi, Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino. Tuttavia non mancheranno le sorprese, dato che il curatore Romanelli è attualmente in trattativa con il Museo d’Orsay per altri importanti prestiti.

Melania Ruggini

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