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Da Spinea parte l’allarme sul consumo del suolo

FOTO conferenza consumo di suolo SpineaStop al consumo di suolo: urgente e necessario invertire la rotta. L’allarme parte da Spinea, seconda città più densamente popolata del Veneto dopo Padova, dove si è tenuta la conferenza “Suolo bene comune o di consumo”, organizzata dal “Meetup miranese”, M5S, e dai consiglieri comunali Massimo De Pieri e Stefania Mazzotta, con Bandiza Group, Legambiente del Miranese, Comitato difesa ambiente e territorio di Spinea.

“Il Miranese è un’area già densamente popolata e fortemente urbanizzata eppure, nonostante l’elevato numero di immobili invenduti e inutilizzati, si continua a costruire in modo indiscriminato – è l’allarme lanciato da De Pieri e dal deputato 5 stelle Emanuele Cozzolino. Solo nel Miranese, e solo tenendo conto di alcuni progetti, si parla di un’ulteriore superficie da cementificare di 240 mila metri quadrati, 33 campi da calcio”.

Per il professore dell’Università di Padova Tiziano Tempesta: “Il vero problema è che si sono innescati enormi fenomeni di spreco di aree coltivate e che non si sono mai valutati i costi sociali dell’artificializzazione di suoli”. “Spinea è l’esempio lampante di un territorio veneto utilizzato in maniera sconsiderata – spiega Michele Boato, dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer – questa terra era luogo di piccole frazioni e molte ville venete con enormi parchi. Ma a partire dal 1945 ha iniziato ad aumentare e a crescere esponenzialmente la percentuale di urbanizzazione fino all’attuale 30% di superficie occupata da immobili più un 10% fra strade, parcheggi, rotonde e svincoli”.

Presente anche don Albino Bizzotto, dei Beati Costruttori di Pace, che ha citato l’enciclica “Laudato si” di Papa Francesco sulla “cura della casa comune”, madre terra: “La terra è un soggetto vivo – ha detto il sacerdote – non basta pensare a non consumarla, vanno riparati i danni fatti finora”. Per Lorenzo Benvenuti, della Federazione Ordini Dottori Agronomi e Forestali del Veneto: “Categorie economiche, professioni, università, associazioni sindacali, costruttori, ambientalisti hanno costituito un tavolo di lavoro per affrontare il tema. L’obiettivo è ridurre progressivamente il consumo entro il 2050”.

Filippo De Gaspari

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