Il Jobs Act per le partite IVA: quali novità per i lavoratori autonomi

partite ivaSono poco meno di 220.500 le partite Iva che saranno interessate dal nuovo statuto dei lavoratori autonomi approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 28 gennaio. A beneficiare dei vantaggi saranno solo i liberi professionisti che non dispongono di alcuna cassa previdenziale e sono iscritti alla gestione separata Inps, circa il 6% dei lavoratori autonomi italiani rispetto alla platea dei titolari di partita Iva-persone fisiche che ammonta a quasi quattro milioni.

A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ricorda come tra il 2010 e il 2014 (ultimo dato disponibile) questa categoria di contribuenti iscritta alla gestione separata Inps sia aumentata a livello nazionale del 19,2 per cento, con punte massime del 44,8 per cento in Sicilia, del 37,2 per cento in Puglia e del 36,1 per cento in Basilicata.

Le professioni maggiormente interessate saranno le guide turistiche, i grafici-pubblicitari, i consulenti di investimento, i consulenti tributari, gli educatori, etc.

“L’istituzione di un pacchetto di misure a sostegno dei redditi degli autonomi va salutata positivamente – segnala il Coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – peccato che coinvolga un numero di lavoratori molto contenuto. Ricordo che in questi ultimi anni di crisi economica la povertà ha colpito soprattutto il popolo delle partite Iva. Gli ultimi dati riferiti al 2014 ci dicono che il 24,9 per cento delle famiglie con reddito principale da lavoro autonomo  ha vissuto con una disponibilità economica inferiore alla soglia di povertà totale calcolata dall’Istat in 9.455 euro. Le famiglie con reddito principale da lavoro autonomo sono quelle che più delle altre hanno rischiato  di scivolare nella povertà”.

COSA CAMBIA? – Il provvedimento collegato alla legge di Stabilità prevede alcune novità interessanti, tra cui lo stanziamento di un fondo di 10 milioni per il 2016 e di 50 per il 2017 e la deducibilità completa delle spese per la formazione e l’aggiornamento professionale con un tetto massimo annuo di 10.000 euro.

Novità anche per le neo mamme, che potranno ricevere l’assegno di maternità anche senza astenersi dall’attività lavorativa. Ciò che sarà necessario fare, sarà redigere una richiesta in carta libera con allegato il certificato medico che attesta l’inizio e la presunta fine della gravidanza. Dopo il parto, scatta il diritto al congedo parentale di sei mesi che può essere utilizzato, anche dai lavoratori, durante i primi tre anni di vita del figlio, e il genitore riceverà l’assegno dall’Inps.

Inoltre i collaboratori e le partite Iva potranno dedurre le spese per i servizi per il lavoro fino ad un massimo di 5.000 euro (un esempio: le consulenze nei centri per l’impiego, che da ora in poi avranno degli operatori specifici per i lavoratori autonomi). anche l’ipotesi annunciata dal Viceministro alle Finanze, Luigi Casero, di abolire gli studi di settore per tutti i liberi professionisti. Con questa  misura  quasi 739mila professionisti saranno “sollevati” dal rispettare le disposizioni previste ogni anno da Gerico.

 

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