Partecipazione, a Mira arriva referendum a quorum zero

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Partecipazione, arriva a Mira il Referendum a quorum zero su materie di competenza comunale. Questa l’importante novità che sarà inclusa nelle prossime settimane, con l’approvazione del nuovo Statuto del Comune di Mira. A spiegarlo e ad anticiparne le novità è il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle Mauro Berti.

“All’interno del nuovo Statuto del Comune – spiega Berti- che abbiamo voluto riformare, ci saranno tanti elementi di democrazia diretta e quello che riteniamo lo strumento principe, cioè il referendum, che vogliamo a quorum zero. Quindi chi si reca alle urne decide. Quello che vogliamo è la partecipazione attiva della popolazione”. A differenza di tante campagne a favore delle votazioni on line fatte dal Movimento 5 Stelle, però le votazioni previste a Mira saranno di tipo classico. “Se verranno indetti referendum su materie legate al territorio o ad argomenti comunali – spiega Berti – sarà fatto un referendum con urne e seggi elettorali e scrutatori”. Fra le innovazioni previste, all’interno del nuovo statuto, ci sarà anche quella del bilancio partecipativo, che è partito all’auditorium di Oriago di Mira, a cui hanno partecipato una ottantina di giovani.

Il processo di selezione dei progetti durerà mesi, e alla fine saranno finanziati direttamente dall’ente locale. Non mancano le polemiche da parte delle opposizioni su questa novità annunciata. “C’è da chiedersi – dice per il Pd il consigliere Gabriele Bolzoni -, come mai la giunta grillina sempre così attenta alla partecipazione, finora delle istanze dei cittadini, si sia fatta beffe. Si pensi, infatti, alla raccolta di firme contro il porta a porta per il quale si era anche chiesto un referendum, e le migliaia di firme per ripristinare i cassonetti del verde pubblico. Su tutti questi temi non c’è stata grande considerazione dell’opinione dei cittadini, e il sindaco Alvise Maniero ha tirato dritto senza preoccuparsi di nessuno. Ora vogliamo capire con precisione cosa si vuole fare”.

 

 

Alessandro Abbadir

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