Rovigo: dottori in sciopero, i sindacati: “Un solo medico per nove reparti”

ospedale rovigoPer la prima volta dopo trent’anni i medici di Rovigo incrociano le braccia. Impossibile, dicono, accettare le condizioni lavorative all’ospedale di Rovigo, dove da tempo ormai è in corso lo stato di agitazione e mobilitazione. Alla base della decisione di scioperare è il provvedimento di riorganizzazione del servizio di guardia notturno e festivo deciso dalla direzione dell’Ulss 18. “La notte e nei giorni festivi un solo medico deve far fronte alle esigenze di 9 reparti e 150 letti rispetto ai due previsti dal piano precedente” scrivono in un comunicato unitario diverse sigle sindacali: Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici-Fvm, Snr, Cisl Medici, Fesmed ,Uil Fpl Medici, Sivemp. “Testimonianze raccolte dei medici parlano di una condizione lavorativa ancora più precaria e densa di preoccupazione per i possibili errori legati al sovrapporsi delle chiamate – scrivono ancora – e che i ricoveri notturni dal pronto soccorso sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al periodo precedente”.

Una situazione in contrasto, per i sindacati, con quanto prevede il codice deontologico medico che all’articolo 70 recita: “Il medico non assume impegni professionali che comportino un eccesso di prestazioni tale da pregiudicare la qualità delle sua opera e la sicurezza della persona esistita. Il medico deve esigere da parte della struttura in cui opera ogni garanzia affinché le modalità del suo impegno e i requisiti degli ambienti di lavoro non incidano negativamente sulla qualità e la sicurezza del suo lavoro e sull’equità delle prestazioni”. Nel corso del mese di gennaio si è tentata un’ultima mediazione: “Per senso di responsabilità abbiamo richiesto di tornare al tavolo della trattativa” fanno sapere i sindacati. Cosa effettivamente avvenuta il 12 febbraio. All’altro lato del tavolo, i vertici dell’azienda sanitaria: il direttore generale Antonio Compostella, il direttore dei servizi sociali Urbano Brazzale, il direttore sanitario Ferdinando Sortino e il direttore amministrativo Silvano Favaretto.

Ma, anzichè trovare un’intesa, si è consumata la rottura. Quindi, la decisione di scioperare, “cosa localmente mai avvenuta prima a testimonianza della determinazione tesa a contrastare l’attuale modello organizzativo”. Nel momento in cui andiamo in stampa la data dello sciopero non è stata ancora definita. Nel frattempo è iniziata una petizione di tutti i medici “per sostegno e solidarietà ai colleghi coinvolti direttamente nella guardia notturna e festiva delle medicine”.

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