Mirano, Vigili del Fuoco a piedi, le proteste arrivano in parlamento

vigili del fuoco miranoVigili del fuoco appiedati a Mirano: gli uomini ci sono, ma restano in caserma. L’unico mezzo in dotazione è stato prestato ai colleghi di Mira, che l’hanno in riparazione. Un episodio che ha fatto discutere e arrivato fin sul tavolo del ministro dell’Interno. A porla è stato il deputato 5 Stelle Emanuele Cozzolino, con un’interrogazione parlamentare. “Il fatto – spiega – da un lato è preoccupante, dall’altro porta alla luce la difficile condizione dei vigili del fuoco volontari, fondamentali per l’attività del corpo nazionale. I vertici continuano a tenerli, in tutta Italia, in un’inaccettabile condizione di precariato professionale e, come nel caso di Mirano, di scarsità di mezzi per lavorare”.

Ad Alfano, Cozzolino ha chiesto quali misure intenda adottare perché il presidio dei vigili di Mirano non rimanga forzatamente inattivo. Ma sulla questione intervengono anche i sindacati, che annunciano la trasformazione del distaccamento volontari, in presidio permanete: “Da agosto, grazie al decreto del Presidente della Repubblica sul riordino delle sedi distaccate in tutti i comandi dei vigili del fuoco d’Italia, i vigili di Mirano diventeranno permanenti – spiega il segretario della Uil-Pa Vvf Davide Meli. Significa che il distaccamento di via Petrarca si sta avviando verso un progressivo passaggio di presidio dagli attuali vigili volontari, che prestano servizio secondo un criterio di turnazione non continuativa, a sede di personale permanente, che garantirà la presenza sul territorio senza interruzione, 24 ore su 24”. Secondo Meli dunque, la mancanza temporanea da Mirano dell’autopompa-serbatoio è necessaria per garantire un mezzo di soccorso a una sede come quella di Mira, che invece, essendo permanente, deve offrire (a differenza di Mirano, per ora) un servizio continuativo 365 giorni l’anno, per coprire tra l’altro anche parte del territorio del Miranese.

In piena discussione, arriva la richiesta di contributo, presentata dal comandante provinciale per conto del Governo: si cerca disponibilità tra i comuni “per contribuire al canone di locazione del distaccamento”. Levata di scudi dei sindaci del Miranese serviti dal presidio: “Non sappiamo come far quadrare i bilanci e dobbiamo contribuire al mantenimento delle caserme dei pompieri?” si chiedono polemici Maria Rosa Pavanello (Mirano) e Nicola Fragomeni (S. Maria di Sala). Il più duro è Giovanni Battista Mestriner (Scorzè) che afferma: “Questo è accattonaggio molesto, vera e propria questua di Stato. La materia è di competenza centrale e vengono a chiedere un contributo ai comuni?”. Di nuovo Cozzolino, 5 stelle: “Alfano umilia i vigili del fuoco, costringendoli alla questua e i vigili sono vittime in questa vicenda: nella legge di stabilità appena approvata c’è infatti una disposizione che prevede che i comuni possano partecipare al pagamento dell’affitto delle caserme in edifici privati. Ma si tratta di una possibilità e la decisione spetta solo agli enti locali”.

Filippo De Gaspari

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