Referendum pro o contro le trivellazioni, Chioggia si mobilita

trivellazioniI tempi strettissimi, visto che si voterà il 17 aprile, non lasciano spazio a una capillare campagna informativa. Il quesito sarà così formulato: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Si tratta, quindi, di stabilire la sorte delle trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa.

Se vincerà il sì, quindi, verrebbe preclusa la prosecuzione delle trivellazioni fino all’esaurimento dei giacimenti. Si tratta, quindi, di soppesare rischi e benefici, valutando da una parte i pericoli legati alla subsidenza, qualora proseguissero le estrazioni, e dall’altro la ricaduta sociale collegata alla chiusura degli stabilimenti. Il primo cittadino di Chioggia, Giuseppe Casson, non ha dubbi sull’urgenza di fermare le trivellazioni, e si schiera quindi per il sì al referendum abrogativo.

“Ho fortemente sostenuto — spiega — il voto contro le trivellazioni al largo delle coste della laguna di Venezia e, più in generale, dell’Alto Adriatico. Sono noti i rischi legati al fenomeno della subsidenza, che mettono a repentaglio la stessa sopravvivenza fisica di Venezia e della sua laguna, patrimonio dell’intera umanità”. “Si è stati costretti – prosegue – ad attivare il percorso referendario, a causa della schizofrenia dello Stato Italiano che, da un lato, considera la salvaguardia della laguna di Venezia come problema di preminente interesse nazionale e dall’altro pone le basi, avallando le trivellazioni, per la sua distruzione”.

 

Andrea Varagnolo

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