Come compensare i debiti tra coniugi separati

coniugi separatiIn caso di separazione personale dei coniugi, si pongono vari problemi, soprattutto di carattere patrimoniale. In particolare, se un coniuge è economicamente più debole, l’altro è tenuto a versargli l’assegno di mantenimento, in misura tale da conservare lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Una parte dell’assegno è destinata ai figli non autosufficienti. Può accadere, inoltre, che il coniuge più debole sia a sua volta debitore di alcune somme nei confronti dell’altro. In un caso, ad esempio, il marito, essendo in cassa integrazione, non versava gli assegni dovuti alla moglie e alla figlia non ancora autosufficiente. La moglie, dal canto suo, aveva sottratto, a insaputa del marito, alcune somme dai conti da lui accesi, l’uno presso Poste Italiane, l’altro presso una Banca, e l’ultimo presso un’altra Banca, dove poi egli scopriva che la moglie aveva un suo conto personale.

In un caso simile, il marito non versava l’assegno di mantenimento alla moglie, da lui separata, mentre quest’ultima non provvedeva al pagamento del 50% delle spese di manutenzione e gestione del patrimonio immobiliare in comproprietà, lasciando l’intero carico al marito. La moglie sosteneva che il marito occultava i bollettini di spesa. In entrambi i casi, il credito della moglie deriva dal provvedimento di separazione, mentre il credito del marito deriva, in un caso, dalla sottrazione indebita, da parte della moglie, di denaro dal conto a lui solo intestato, quindi da un fatto illecito (se il conto non è cointestato, il denaro ivi depositato non rientra nella comunione dei beni), e nell’altro caso, dall’obbligo del coniuge di contribuire alle spese di gestione dei beni in comunione legale.

I casi sopra citati, comunque, dimostrano che i crediti possono essere compensati nonostante abbiano fonti diverse. Se i crediti sono riconosciuti da entrambe le parti e determinati nel loro ammontare, se inoltre il pagamento è immediatamente dovuto, è possibile un accordo di compensazione, per evitare inutili contenziosi. I due crediti sono entrambi pecuniari, di conseguenza la compensazione opera automaticamente (cfr. Cass. Civ. sez. III sentenza n. 6519 del 19.07.1996- Tribunale di Milano sez. II, sentenza n. 10233 del 18.08.2014). Questo risponde al principio di solidarietà familiare, economica e sociale.

Avvocato Francesca Ledda – Via Domenico Strada, 9 – 45100 Rovigo (RO)
Tel. 3476447782

Lascia un commento