Emergenza Pfas, Legambiente lancia una petizione nazionale

emergenza pfas venetoL’emergenza PFAS continua ad allarmare comuni e territori. Oltre al Veneto, finora si contano oltre 350mila abitanti e 30 comuni italiani colpiti dall’inquinamento da PFAS e i dati, secondo Legambiente, sono destinati a crescere e a coinvolgere territori sempre più ampi.

Così, Legambiente Veneto ha invitato la Regione a continuare ad agire con tutte le misure necessarie per garantire la salute dei cittadini e la produzione agricola del territorio coinvolto. Un passo avanti è già stato fatto con la deliberazione 77 dello scorso 22 marzo. “Cogliamo con piacere che il Consiglio si sia espresso all’unanimità per una mozione che impegna la Giunta ad azioni tempestive e concrete, coinvolgendo i cittadini e le attività produttive – dice Luigi Lazzaro, Presidente Regionale di Legambiente-. Auspichiamo anche l’avvio di un tavolo permanente che coinvolga tutti gli attori interessati. E’ però preoccupante l’atteggiamento di alcuni membri della Giunta ed in particolare dell’assessore Bottacin che minimizza il problema e paventa il reato di procurato allarme per chi sta informando i cittadini sulla questione”.

Tutt’altro che procurato allarme. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, gli effetti nocivi dello PFAS procurerebbero seri danni alla salute dei cittadini, tra questi, a lungo andare il tumore ai reni, il cancro dei testicoli, malattie della tiroide, ipertensione della gravidanza, colite ulcerosa, aumento del colesterolo.

A rischio non solo la salute dei veneti, finora i più colpiti dall’emergenza, ma tutto il territorio nazionale. “Legambiente è convinta che serva un intervento da parte del Ministero della salute e del Ministero dell’ambiente – dice Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico Nazionale di Legambiente – per approvare quanto prima una legge che imponga limiti ai PFAS nelle falde e nei limiti allo scarico. È proprio per questo che lanciamo una petizione nazionale affinché i dicasteri introducano valori di riferimento chiari che proteggano l’ambiente e la salute pubblica”.

La petizione che può essere firmata anche online alla pagina internet www.bastapfas.wordpress.com chiede inoltre che venga rivisto il sistema di approvvigionamento idrico dei cittadini direttamente dall’emergenza. Localmente sono state già raccolte migliaia di firme.

“E’ fondamentale” – conclude Zampetti – “infine che vengano fatti degli investimenti per tutelare l’agricoltura le produzioni di qualità presenti nell’area interessata e procedere al disinquinamento della falda. Per queste finalità proponiamo fin da subito di pianificare l’utilizzo dei fondi già a disposizione, ad esempio, con i PSR”.

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