Finalmente inaugurato il nuovo carcere di Rovigo

carcere RovigoDue ministri e un sovraffollamento di autorità al nuovo carcere di Rovigo, fra la Statale 16 e la Regionale 433, per l’inaugurazione ufficiale, lunedì 29 febbraio. Un passaggio significativo, con il taglio del nastro da parte del Guardasigilli Andrea Orlando e del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, affiancati dal presidente della Regione Luca Zaia e dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, che arriva a chiudere una lunga catena di polemiche, divampate lo scorso autunno, quando sembrava che l’imponente struttura fosse destinata a rimanere una grande incompiuta. “Ce l’abbiamo fatta, i gufi hanno perso” ha infatti rimarcato il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria Enrico Sbriglia, mentre Zaia ha esordito con un “finalmente, questa era un’incompiuta: è stato dato un grande segnale di civiltà. Ma servono inasprimento e certezza delle pene”. “Serve la certezza di opere pubbliche realizzate in tempi giusti, senza sprechi e corruzione: per fortuna siamo riusciti a finire questa struttura, luminosa, con ampi spazi, anche per il lavoro, in grado di dare dignità anche a chi ha sbagliato” ha rimarcato il ministro Delrio, mentre il ministro Orlando ha spiegato che dovranno essere ancora completati “una serie di interventi che consentano l’utilizzo della struttura e, una volta che questi saranno terminati, avremo la possibilità di coprire esigenze di organico per l’effettiva apertura”.
Per l’entrata in funzione del nuovo penitenziario, che si sviluppa su un’area di oltre 95mila metri quadrati per una capienza regolamentare di 207 detenuti, costato circa 29 milioni di euro e quasi 9 anni di attesa, bisognerà aspettare ancora. Secondo le previsioni i primi detenuti, inizialmente circa una settantina, dovrebbero essere trasferiti entro l’estate.

Elisa Barion

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