Maratone. Samuele Boldrin: fotoscatto di una passione

maratone fotografoVi è mai capitato di incontrare qualcuno che fa le cose senza chiedere nulla in cambio? Ma semplicemente per pura passione? E’ il caso di di Samuele Boldrin, 46 anni, nativo della Saccisica, residente a Ponte S. Nicolò. Corsa e fotografia sono due passioni che sono nate assieme a lui…
Samuele cresciuto come atleta, ha partecipato a numerose manifestazioni podistiche, solo nel 2015 ben 10 mezze maratone e 3 maratone, con miglior prestazione a Reggio Emilia, dove ha concluso i 42 km in 3h 21 min. Come fotografo, invece, ha ottenuto vari riconoscimenti in Italia e all’estero, di cui una menzione d’onore al Suisse Photo Contest in Svizzera, una menzione d’onore al concorso fotografico di S. Marino, 2 medaglie di bronzo ai Photo Contest di Istanbul e Bulgaria.
Samuele, sei cresciuto nel tuo percorso, come maratoneta e fotografo. Cosa ti ha spinto a coltivare queste passioni? Forse anche il fatto che ti consentono di stare a contatto con la natura?”
“Corsa e fotografia, due interessi nati sin da bambino… ricordo l’euforia per le prime garette delle elementari o il desiderio di avere in regalo la mia prima macchina fotografica già a 9 anni. Allora non sapevo cosa significasse tutto questo, era solo poco più di un istinto che col passare degli anni è cresciuto. Ancora oggi non finisce di incuriosirmi, stupirmi ed emozionarmi.
La corsa mi rende libero, da solo o in compagnia… per pochi km o per i fatidici 42 km. Ho sposato la filosofia per cui “non è importante ciò che trovi alla fine di una corsa, ma ciò che provi mentre corri”, ecco che allora la competizione non è più importante, ma è solo un mezzo non solo per sfidare me stesso ma semplicemente per ammirare un paesaggio di montagna con i suoi colori e profumi… per gioire insieme al tifo festante di quelle popolazioni che amano l’essenza delle piccole cose. In particolare ricordo gli applausi e incitazioni ricevute a Sahrawi attraversando i campi profughi durante la Sahara Marathon.  Bellissima e toccante l’esperienza alla mezza maratona della Riviera dei Dogi a Mira dove ho corso con un gruppo chiamato “Terapia Umoristica”, spingendo per 21 km le carrozzine di due ragazze in cura all’istituto oncologico.
La fotografia, apparentemente tanto diversa, ha invece molto in comune con la corsa… cammina di pari passo con la voglia di uscire, di viaggiare e stare a contatto con la natura, ma soprattutto immortalare un momento… e, perché no, potrebbe durare anche tutta una corsa? Mi faccio catturare dall’immensità di un deserto come dal fascino di una goccia di rugiada sempre con lo stesso obiettivo, quello di trasportare nello spazio e nel tempo delle emozioni”.
Come riesci a conciliare queste due passioni con così grande dedizione?
“Non nego che tutto ciò richiede grande impegno e sacrificio, ma niente è impossibile quando c’è la voglia di condividere una gioia, un’emozione, un traguardo o anche una semplice fotografia con chi mi circonda nella vita di tutti i giorni”.

F.T.

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