Mira, Colletti (Filctem Cgil): “Più investimenti per Reckit Benckiser”

File Name : DSCN0366.JPG  File Size : 689.6KB (706131 bytes)  Date Taken : Mer, 24 apr 2002 16:17:33  Image Size : 2560 x 1704 pixels  Resolution : 300 x 300 dpi  Bit Depth : 8 bits/channel  Protection Attribute : Off  Camera ID : N/A  Camera : E5000  Quality Mode : NORMAL  Metering Mode : Matrix  Exposure Mode : Programmed Auto  Speed Light : No  Focal Length : 11.4 mm  Shutter Speed : 1/801.2 seconds  Aperture : F7.4  Exposure Compensation : 0.0 EV  White Balance : Auto  Lens : Built-in  Flash Sync Mode : Normal  Exposure Difference : N/A  Flexible Program : N/A  Sensitivity : ISO400  Sharpening : None  Image Type : Color  Color Mode : N/A  Hue Adjustment : N/A  Saturation Control : Saturation-1  Tone Compensation : Normal  Latitude(GPS) : N/A  Longitude(GPS) : N/A  Altitude(GPS) : N/A

“La situazione non è brutta, ma servono più investimenti per credere nel futuro del sito della Reckitt Benckiser nei prossimi anni. Il milione di euro messo a disposizione per il 2016 per la manutenzione degli impianti e la rimozione delle macchine obsolete non ci fa dormire sonni tranquilli. Al prossimo scossone in arrivo dai mercati si rischia grosso, e non ci vengano poi a dire che non li avevamo avvertiti”.

A spiegarlo è stato Riccardo Colletti segretario della Filctem Cgil, dopo una assemblea che si è tenuta con gli operai dell’azienda a Mira Taglio. Colletti sottolinea che la strategia non può essere per Reckitt, solo quella di chiudere gli impianti in Europa e portare le produzioni nei paesi in via di sviluppo o delle economie emergenti.

La Filctem chiede un incontro urgente con il nuovo direttore nominato dalla multinazionale da poco. Nel sito di Mira ci lavorano 198 operai e 40 tecnici del centro internazionale ricerche del gruppo. “Reckitt Benckiser ormai ha chiuso – spiega Colletti – uno stabilimento in Germania con delle produzioni simili a quelle che ci sono in Italia. Le produzioni rischiano di non essere portate nemmeno in Polonia, ma addirittura nei paesi del sud est asiatico. A Mira si dovrebbero investire, visto che qui c’è il centro ricerca della multinazionale, milioni di euro proprio nella ricerca e anche in quelle produzioni che il mercato vuole di più”. “Si potrebbero trasferire senza problemi – conclude Colletti- quelle produzioni di detergente dalla Germania alla Riviera del Brenta. La stessa Reckitt ha sempre sottolineato come lo stabilimento di Mira, specializzato nella produzione di prodotti per la detergenza, non ha la possibilità tecnica di produrre differenti merceologie. Quindi che faccia ciò che ha promesso, invece di inseguire sempre l’abbassamento del costo del lavoro”. Nuove assemblee si terrano con i lavoratori anche nelle prossime settimane.

 

Alessandro Abbadir

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