Mira, la protesta del mondo sportivo piega la maggioranza

Foto  protesta  sportiviAlcuni dei cartelli di protesta apparsi a marzo durante una sessione del parlamentino locale e che erano sorretti da tanti ragazzi delle associazioni del territorio. Una protesta, che alla fine ha fatto cambiare idea al sindaco Alvise Maniero e alla maggioranza grillina. A Mira il mondo dello sport è fatto da una cinquantina di associazioni che gestiscono fra gli altri, una ventina di palestre, sei stadi. Questi si trovano a Mira Taglio (quello da rugby), Mira Porte, Oriago, Borbiago e Marano. E poi: una piscina comunale e campi da tennis. Alle associazioni sono iscritti oltre 2000 persone di tutte le età, ma prevalentemente giovani. Tutte le opposizioni rinfacciavano alla maggioranza lo spirito sbagliato della filosofia del nuovo regolamento, che dava ad esempio al Comune, la possibilità di chiedere in sede di bando pubblico, interventi di manutenzione straordinaria ai soggetti destinatari dell’affidamento. Cioè chiedeva alle società gestite per lo più da volontari, di investire finanziariamente, si premiava cioè chi metteva più soldi. ”Il rischio era – spiega Mattia Donadel – che a farla da padrone fosse il “mecenate” di turno, con buona pace per le società sportive locali che si sono fatte carico di mantenere vivo lo sport”.

Alla fine sindaco e maggioranza hanno fatto retromarcia su tutti i punti considerati critici dalle società che erano pronte a chiudere le attività. “Sono stati votati gli emendamenti portati dalle minoranze – ha detto per il Pd il capogruppo Francesco Sacco – che mirano a incentivare le attività sportive senza gravarle di spese, in particolare sugli interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione che spettano all’amministrazione”. Per Fabio Zaccarin del Gruppo Misto i problemi non sono risolti. “Le modifiche al regolamento – spiega – non risolvono le criticità della situazione attuale dove in 4 anni di governo, l’amministrazione grillina poco ha fatto per le manutenzioni straordinarie, scaricando il problema sulle società sportive. Per tanti impianti da fine gennaio, sono state lasciate scadere le convenzioni con le società che continuano a gestirli senza alcun titolo, ma solo per amore dello sport”.

 

Alessandro Abbadir

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