Intervista a Riccardo Ghidotti, “Sogno un museo per Monselice”

riccardo-ghidottiScrittore, guida turistica e profondo conoscitore dell’arte. Riccardo Ghidotti, 59 anni, ha la cultura nel sangue: quando descrive un’opera viene spontaneo chiedersi se non sia lui stesso l’autore. “La mia storia personale è intrisa di esperienze culturali e di esperienze turistiche”.

Ci racconta l’attività dell’associazione Amici dei Musei? L’Associazione è nata su richiesta di un gruppo di giovani della parrocchia di San Giacomo. In venticinque anni abbiamo fatto tante attività sia per io soci che per la cittadinanza. Abbiamo svolto ben 362 momenti culturali in 25 anni di attività. In 25 anni abbiamo avuto un crescendo di iscritti, tra questi anche un nutrito numero di giovani. In tutto l’associazione ha visto coinvolte 1114 persone.

In che modo ha dato e continuerà a dare il suo contributo? Ormai sono tanti anni che conduco questa “avventura” culturale sul nostro territorio. Sono consapevole che per molti sono un punto di riferimento. Fino a quando avrò energia continuerò su questa strada.

Come è nata l’Accademia Monselicense? L’Accademia è nata nel 1990. E’ stata la prima intuizione, appena approdato a Monselice. Insieme all’amico Giuseppe Ruzzante per tanto ha fatto e fa per Monselice, abbiamo creato un sodalizio che permettesse di aggregare alcune realtà culturali della nostra bella città.

Come vede la situazione culturale e turistica a Monselice? Vedo delle grandi opportunità, non sempre ben coordinate, messe a fuoco e rilanciate. Spero che seminando una traccia come da anni sto battendomi, qualcosa si possa sbloccare con il necessario sostegno dell’amministrazione locale. Ci dica tre iniziative che metterebbe subito in campo per la valorizzazione di Monselice. Una gestione coordinata tra Museo Civico San Paolo, Santuario Sette Chiese, Museo Missionario di San Giacomo, Museo Centanin delle Macchine Termiche, Castello e Torrione federiciano, migliorare l’arredo urbano, fare la discesa dei turisti in largo Carpanedo, lasciare fruibili i vari servizi, compresi quelli igenici e terzo partecipare a tutte le fiere con proprio stand di promozione.

Secondo lei i giovani a Monselice si sono allontanati dalla cultura? Abbiamo numerosi giovani che sanno apprezzare Monselice e il territorio. Abbiamo degli spazi per loro angusti e forse un po’ desueti. Ci sono alcuni giovani che già promuovono la nostra realtà. Basta leggere i loro interventi sui social nel web. Chiudiamo con il suo sogno nel cassetto. Un Teatro a Monselice. Questo è un sogno, ma mi sono ripromesso che nel giro di alcuni anni mi metterò di buona lena a coordinare un comitato ad hoc per perseguire questo obiettivo. Chissà che qualcuno mi segua.

 

Emanuele Masiero

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