Montagnana, polemica sulla privatizzazione dei cimiteri

cimiteroTemono che nasca un “business del caro estinto”, e per questo temono il processo di privatizzazione dei cimiteri avviati dal Comune. La denuncia arriva dal gruppo Progetto Comune, realtà legata all’attuale minoranza consigliare rappresentata da Alessandro Uguccioni. Il gruppo ha diffuso una serie di volantini per protestare ufficialmente contro la gara avviata dall’amministrazione comunale per la concessione ad un privato dei tre cimiteri cittadini.

Per trent’anni, un privato gestirà i cimiteri di Santa Maria in via Luppia Alberi, di San Zeno nell’omonima via e di San Marco in via Cimitero. La gara è stata avviata con determina 46 del 4 febbraio e ha come termine per la presentazione delle offerte il 31 marzo. Il progetto preliminare è stato approvato dalla giunta comunale lo scorso ottobre e prevede investimenti per ampliamento, manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione loculi ed impianti per 3.525.215,93 euro. Progetto Comune non critica lo strumento del project financing ma l’ambito di applicazione: “E’ a nostro avviso inammissibile che venga usato per risolvere il problema dei cimiteri. È indubbio che da anni i cimiteri di Montagnana versano in pessime condizioni ma come mai il sindaco ci pensa a pochi mesi dal voto, e per di più concedendoli in gestione ai privati? Quali saranno le ricadute in termini economici sui cittadini montagnanesi?”.

Le minoranze contestano questa scelta presa peraltro senza averne discusso in consiglio comunale. “Dove sta il rischio di impresa per il privato nel costruire e vendere loculi o gestire le lampade votive? Considerata la media annuale dei decessi nel Comune di Montagnana dei 1.300 loculi, 1.552 mezzi loculi e 610 ossari il rischio che in trent’anni restino invenduti è pari a zero! Ovvero rientro garantito dell’investimento e guadagno assicurato per il privato a spese dei cittadini”. Progetto Comune ricorda i rincari che il project financing dei cimiteri ha prodotto in altri Comuni: loculi il cui costo è aumentato del 50%, sepolture a terra addirittura del 166%, esumazioni del 270%. Chiude l’opposizione: “Perché il Comune non realizza e vende direttamente i loculi? Dalla vendita si ricaverebbero le risorse economiche necessarie per eseguire i lavori di manutenzione ormai indifferibili!”.

 

Nicola Cesaro

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