Caso Padova Sud, il sindaco Ruzzon: “Appoggiamo la scelta di fare chiarezza”

rifiuti raccolta1Il caso della gestione dei rifiuti nella Bassa Padovana ha sollevato vivaci reazioni a Conselve, dove ormai da mesi infiamma la polemica anche intorno all’aumento del costo del servizio ambientale. Il sindaco Antonio Ruzzon non vuole entrare nella polemica e plaude invece alla scelta dei nuovi vertici delle due società. “Appoggiamo, la presa di posizione condivisa di avviare, – afferma Ruzzon insieme ai colleghi di Monselice ed Este – in discontinuità con il passato, una profonda azione di ristrutturazione delle rispettive attività, volontà formalmente confermata nei rispettivi Consigli di Amministrazione. Pertanto in questo momento riteniamo sia necessario attendere le risultanze delle analisi dei dati finanziari ed economici aggiornati della situazione, per poter avviare tempestivamente una radicale opera di ristrutturazione e riorganizzazione che consenta di mantenere l’efficienza del servizio senza gravare sulle bollette dei cittadini”.

Intanto è proseguita con successo la raccolta di firme promossa dal gruppo consiliare di centrosinistra “Insieme per il bene comune”. Sono ormai diverse centinaia le adesioni alla sottoscrizione all’appello da inviare al presidente del Consorzio Padova Sud e al sindaco di Conselve, al quale viene chiesto inoltre di convocare al più presto un consiglio comunale straordinario proprio per affrontare il caso. “I nostri amministratori hanno negato per anni – spiega la capogruppo Maria Luisa Nucibella – l’esistenza dei 30 milioni di debito in seno alla gestione del ciclo dei rifiuti sui quali ora finalmente si sta cercando di fare chiarezza. Ora i nodi della cattiva gestione sono giunti al pettine: colpa grave del sindaco Ruzzon il non aver vigilato, pur avendo messo uomini di propria fiducia, come il vice sindaco Matteo Lazzarin o il consigliere Egidio Vanzetto, ai vertici di questi enti. Nelle nostre continue interrogazioni e richieste di chiarimento sul continuo aumento delle tariffe, ci era sempre stato risposto che che eravamo in mala fede. Anche quando avevamo sollevato il dubbio che nei piani finanziari si annidassero costi non dovuti ci era sempre stato rimarcato di essere incapaci di leggere i bilanci.

Il gruppo ha organizzato insieme al Pd anche un’affollata assemblema proprio per fare il punto del caso che ha sollevato un polverone in mezza provincia e che non ha mancato di provocare reazioni nel mondo politico. Non ha usato mezzi termini o vie preferenziali Alessandro Naccarato: il deputato del Pd è intervenuto ricordando peraltro le interrogazioni parlamentari presentate tra 2011 e 2013 sulla gara che assegnò il servizio di raccolta rifiuti. “Fu una gara singolare – ha detto Naccarato – Un caso di scuola di tutto quello che non dovrebbe essere la concorrenza: il controllore che è lo stesso controllato, l’utile al privato e le perdite al pubblico”.

 

Nicola Stievano

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