Rischio idrogeologico, Arzergrande si interroga sui lavori

12573088_974302149323902_7585006448622431066_nSono tanti i punti interrogativi legati ai lavori di messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico. Sul fronte della ricalibratura dello scolo Altipiano, ancora nessuna risposta da parte delle Regione è, infatti, ancora arrivata al Consorzio di bonifica Bacchiglione che a settembre ha bloccato i cantieri in attesa dei rimborsi delle cifre già anticipate. Somme consistenti (oltre 11 milioni di euro) che hanno portato a un’esposizione finanziaria non più compatibile con il bilancio dell’ente.

Ad Arzergrande l’amministrazione comunale da anni sollecita il Consorzio per l’esecuzione di un progetto indispensabile per la sicurezza idraulica di un territorio particolarmente fragile. “Allo stato attuale – spiega il sindaco Luca Sartori – tutto è fermo, senza risposte da parte della Regione. Il Consorzio di bonifica auspica che presto ci sia qualche indicazione. Confidiamo in una soluzione perché per il nostro territorio la sicurezza idraulica ha un peso sia per l’incolumità del cittadino, che per l’agricoltura che per l’edilizia. Oggi, in tempi di crisi economica, l’incertezza potrebbe causare lo stallo di iniziative che a loro volta potrebbero muovere l’economia locale”.

Altra opera necessaria è la nuova idrovora, sempre dello scolo Altipiano, i cui lavori sono anch’essi bloccati a tempo indeterminato per i medesimi motivi. Per sollecitare il completamento dell’intervento c’è stato anche un sit-in promosso dal Comitato intercomunale “Brenta Sicuro” insieme alle amministrazioni di Codevigo e Arzergrande. “Il territorio di Codevigo – ha puntualizzato il vice sindaco Nicola Frison – ha una connotazione morfologica particolare, quasi tutta sotto il livello del mare e fa da “imbuto” a diversi fiumi come il Brenta, il Bacchiglione, il Nuovissimo e anche lo scolo Altipiano”.

Sfruttando i diversi momenti di piena dei fiumi l’idrovora funzionerebbe quando lo scolo rischia di esondare, scaricando nel fiume Brenta le acque in eccesso. “L’opera – ha sostenuto il consigliere di Arzergrande Piercarlo Cavalletto – avrebbe la duplice funzione di migliorare lo stato delle acque che ora si gettano in laguna all’altezza Santa Margherita e di fornire un importante aiuto alla sicurezza idraulica di tutta la bassa Saccisica, in difficoltà per la marcata antropizzazione degli ultimi decenni”.

Alessandro Cesarato

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