Sprar, siglato l’accordo per trenta profughi a Este

sprar-este-profughiSi chiama Sprar e tecnicamente significa Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo. E’ l’iniziativa, avviata tramite un bando, sposata in pieno dai Comuni di Este, Baone ed Ospedaletto Euganeo. Il bando in questione consente ai Comuni di rendersi disponibili ad accogliere quei profughi che hanno superato la verifica della commissione territoriale e sono stati ufficialmente riconosciuti come “rifugiati politici”. Si tratta dunque di un’accoglienza di secondo livello, che offre ai rifugiati una serie di iniziative concrete per accelerare il processo di integrazione in Italia.

Lo spiega bene Silvia Ruzzo, assessore al Sociale: “Questi migranti vivranno in appartamenti, in coabitazione ma non in grandi nuclei, e saranno protagonisti di inserimenti lavorativi grazie a borse di lavoro o stage. Ci saranno poi corsi di lingua e attività con associazioni”. Il bando prevede l’arrivo ad Este di 30 rifugiati e vede i Comuni collaborare con due cooperative, Villaggio Globale e Coges. Numerose associazioni di categoria e di volontariato, oltre a realtà attive nel territorio (come il Centro Veneto Progetti Donna), hanno poi dato disponibilità a lavorare in questo progetto. Ma c’è un altro aspetto fondamentale legato a questo progetto: la circolare ministeriale dice chiaramente che i Comuni impegnati nello Sprar non saranno più considerati per la prima accoglienza. Dunque i Comuni di Este, Baone ed Ospedaletto Euganeo non saranno più considerati per arrivi d’emergenza. I 130 profughi attualmente ospitati non saliranno di numero. L’iniziativa calata su Este durerà venti mesi e richiederà una spesa di 820 mila euro, cifra che non uscirà se non in minima parte dalle casse dei tre Comuni.

Qualche chilometro più in là, a Monselice, i consigli comunali del Pd hanno bacchettato l’amministrazione comunale locale per non aver aderito al progetto: “Chi attiva lo Sprar, ad esempio, per dieci persone accoglierà nella comunità probabilmente due famiglie di onesti rifugiati, mentre i profughi già presenti progressivamente diminuiranno a seguito dei risultati delle verifiche svolte dalla commissione territoriale e nessun nuovo arrivo sarà attribuito a quel Comune. Ci domandiamo come mai l’amministrazione non abbia aderito. Resta un pessimo esempio di politica che antepone l’ideologia alla concretezza della propria azione”.

 

Nicola Cesaro

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