Tribunale di Rovigo: “Serve più sicurezza”

tribunale rovigoUn’interrogazione parlamentare per chiedere più sicurezza all’interno dei tribunali in Veneto, tra cui – soprattutto – in quello di Rovigo. Proprio nel capolugo polesano, infatti, di recente si è verificato più di un caso di aggressione: a gennaio un avvocato è stato minacciato con un cacciavite, a dicembre è stato aggredito un agente di polizia penitenziaria. A depositare il testo in Parlamento è il deputato 5 stelle Federico D’Incà.
Il servizio di vigilanza esterno dei palazzi di giustizia è di competenza dei Comuni d’intesa con le prefetture e per legge può essere affidato con gara d’appalto anche a ditte di vigilanza privata. “La sicurezza interna invece è disposta sulla base di provvedimenti che competono al procuratore generale presso la corte d’Appello e, salvo casi eccezionali, le disposizioni vengono adottate sentito il prefetto e i capi degli uffici giudiziari interessati – spiega il deputato -. Si tratta di un meccanismo parcellizzato. Un sistema che non prevede finora il coinvolgimento centralizzato, a livello di cabina di regia, del ministero della Giustizia, né quello del Viminale”.
“Su una ventina di città, solo in sei tribunali anche avvocati e magistrati sono sottoposti ai controlli al metal detector. Per il resto è una giungla di regole non rispettate, superficialità nelle verifiche ai varchi e nessun piano di sicurezza” incalza D’Incà, continuando con “il Veneto è tra le Regioni con maggiore carenza di controlli nei propri tribunali, soprattutto in quello di Rovigo dove gli ultimi avvenimenti hanno fatto scalpore”.
Quindi chiede se sia possibile varare provvedimenti per “attribuire al Ministero della Giustizia la competenza diretta sulle spese di funzionamento di tutti gli uffici giudiziari, con un coinvolgimento centralizzato, a livello di cabina di regia, del ministero della Giustizia e del Viminale in modo da superare la parcellizzazione delle competenze”. Inoltre, il deputato chiede la modifica del ddl di conversione del decreto sulle Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile affinché avvenga in tempi brevi, e comunque non oltre i termini previsti dalla legge, il passaggio dai Comuni allo Stato delle attività di manutenzione degli uffici giudiziari”.

Giorgia Gay

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