Arting Pot, il progetto per lo sviluppo artistico del Polesine

 

arting pot rovigoUn progetto culturale per incoraggiare lo sviluppo artistico del Polesine. Si chiama Arting Pot – Fusioni d’arte, l’iniziativa promossa dal Circolo Arci “Il Tempo Ritrovato”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2015” e presentato questa mattina a Rovigo. Arting Pot si pone tre obiettivi fondamentali per valorizzare le tante sfaccettature dell’identità culturale del Polesine partendo dal desiderio di riappropriarsi e fruire di luoghi e spazi abbandonati, di ridurre il disagio sociale esaltando le differenze culturali, potenziare, in ambito culturale e turistico, le risorse inespresse del territorio, attraverso il linguaggio artistico.

Sostengono il progetto il Comune di Frassinelle Polesine, un network di associazioni tra cui Legambiente, Cantieri Culturali Creativi, Amici di Elena, Unisport, Cedi, che utilizzeranno il Teatro “Casa del Popolo” come luogo di co-working ed elaborazione artistico-culturale, con l’intento di creare un’impresa culturale che duri nel tempo. Parte delle attività si svolgeranno presso il Museo dei Grandi Fiumi, grazie alla collaborazione del Comune di Rovigo.

“Il progetto – spiega Pietro Callegarin, presidente del Circolo ARCI “Il Tempo Ritrovato” – nasce dalla constatazione che il Polesine sia terra ricca potenzialità sotto il profilo culturale, artistico e ambientale, non pienamente sfruttate al fine di crearne volano di sviluppo sociale ed economico. Vantiamo un patrimonio di luoghi e spazi spesso sottoutilizzati che potrebbero essere sedi di nuovi progetti in grado di garantire sviluppo locale sostenibile creando sinergie tra il mondo dell’associazionismo, quello del privato sociale e il mondo delle istituzioni”.

Le attività prenderanno avvio il 29 aprile, con un corso di alta formazione per giovani danzatori contemporanei, cui si aggiungeranno workshop con compositori, laboratori creativi per fotografi di scena, seminari su allestimenti scenografici e altre iniziative volte a qualificare il lavoro giovanile nell’ambito dello spettacolo coreutico e teatrale. Al termine di questi cicli formativi, le performance create dagli artisti/danzatori coinvolti, sotto la guida della coreografa Romina Zangirolami, verranno messe in scena in un tour estivo che coinvolgerà diversi luoghi del Polesine.

“Operare in aree degradate o poco “vissute” dalla popolazione – afferma Giorgia Businaro, project manager di Arting Pot – permette alla rete di associazioni di entrare in contatto con un luogo e con la gente che ci abita, e “azzerare”, attraverso l’offerta culturale, la diversità sociale, arrivando all’inclusione e valorizzando le differenze culturali. La diversità culturale, infatti, è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura, come ricorda la Dichiarazione Universale Unesco”.

“Grazie ad Arting Pot – Fusioni d’Arte, – continua Businaro – piazze “non vissute”, vecchi stabili ormai abbandonati e parchi poco curati torneranno ad essere protagonisti di momenti di socialità, coesione sociale e territoriale, principali attori di uno spettacolo di riscoperta e rivalutazione”.

All’attività puramente artistica si aggiungeranno seminari di DanceAbility, dedicati a persone diversamente abili e con difficoltà motorie, e appuntamenti di danzaterapia, aperti a tutti coloro vogliano avvicinarsi al mondo della danza, senza limitazioni di età e condizioni fisiche, per favorire le relazioni, l’inclusione e l’espressione individuale.

 

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