Blitz nei centri islamici di Adria, interrogazione Pd al Viminale

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“Il senso di sicurezza nasce principalmente dalla percezione che le regole siano rispettate e fatte rispettare. Al Ministro degli Interni ho voluto chiedere se le decisioni intraprese dall’Amministrazione comunale di Adria sono conformi a quanto dice la Costituzione a garanzia della libera espressione di culto e delle libertà individuali dei cittadini o di chi è presente nel nostro paese”. L’on.Diego Crivellari parlamentare del Partito Democratico assieme agli altri colleghi veneti Murer, Mognato, Narduolo, Rostellato, Zoggia e Moretto ha interpellato il Viminale in relazione alle affermazioni dell’Assessore alla Sicurezza di Adria sulla volontà effettuare “veri e propri blitz nel centro culturale islamico” presente in città.

“L’Amministrazione locale – ha continuato Crivellari – ha il dovere fino in fondo e l’obbligo, morale e giuridico, di verificare che tutto ciò che avviene sul suo territorio sia conforme alle leggi soprattutto se si tratta di far rispettare la Costituzione. L’art.19 recita appunto che ‘tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume’ e questo vale per tutti gli esseri umani che si trovano a qualsiasi titolo sul territorio dello Stato Italiano. Inoltre, sempre il testo costituzionale nella convinzione laica e libertaria consente a chiunque il diritto di professare la propria fede religiosa in forma individuale o associata, compreso il diritto di proselitismo. Gli enti locali dovrebbero perseguire politiche d’integrazione tra le varie forme religiose e non desiderare di censurarne la loro espressione violando la stessa norma costituzionale”.

“Ad Adria, esternazioni come quelle sentite in questi giorni dal Comune, rendono negoziabile quello che è un principio fondamentale dello stato di diritto italiano e sottolineo che la limitazione della libertà di religione, in ogni sua forma lieve o pesante, è un vulnus ai principi dell’ordinamento costituzionale. Questa garanzia di libertà non può essere condizionata. Adria, come gran parte del Polesine, è una terra di tolleranza ed integrazione – ha concluso Crivellari – che non merita di essere conosciuta per atteggiamenti che invocando la “sicurezza” nascondo dietro di sé pregiudizio, facile propaganda e calpestano persino la Costituzione Italiana. Non c’è bisogno dei “blitz” per far rispettare le leggi del nostro Stato”.

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