Carcere Rovigo, Munerato (Fare!): “Situazione scandalosa, il ministero intervenga”

carcere rovigoContinua la bagarre sulle carenze del nuovo carcere di Rovigo. Questa volta, a farsi portavoce della denuncia, è la senatrice Emanuela Munerato, della lista Fare!, che, con un’interrogazione al Ministero della giustizia, depositata ieri, ha chiesto interventi immediati per far fronte alla situazione.

La questione è diventata particolarmente urgente in questi ultimi giorni, ovvero da quando i detenuti nella casa circondariale di via Verdi sono stati trasferiti nella nuova struttura, non ancora pienamente funzionante, inaugurata lo scorso 29 febbraio, circa nove anni dopo la posa della prima pietra. “Una situazione scandalosa – scrive la senatrice di Fare! Al Ministero -. La cucina è inattiva ai detenuti son serviti piatti freddi mentre gli agenti di polizia penitenziaria si devono recare alla mensa della vecchia struttura di via Verdi, la lavanderia non è operativa e gli uffici sono senza linea telefonica e connessione internet. Tutti gli altri servizi come palestra, sala ricreativa, spaccio, sono al momento solo sulla carta, né è stata attivata la caserma per gli alloggi del personale di polizia penitenziaria”

Ad aggravare la situazione, oltre alla “non piena operatività della nuova caserma con tutti i disagi connessi al mal funzionamento”, c’è inoltre “il venir meno del livello di sicurezza – scrive la senatrice – considerato che gli agenti, già in carenza di organico del 50% rispetto alla dotazione che dovrebbe essere prevista, sono costretti a fare la spola continuamente verso la vecchia casa circondariale per la gestione normale e ordinaria. La carenza di organico, peraltro, mette a serio rischio tutti i diritti del personale penitenziario e non solo”.

Nella struttura opera infatti anche il personale sanitario messo a disposizione dall’Ulss 18, come stabilito dal documento del 1° aprile 2008. “Anche gli operatori sanitari – sottolinea Munerato – sono costretti a fare i conti con i disagi connessi alle carenze della nuova struttura che impediscono di far fronte ad eventuali emergenze, con il rischio di gravi conseguenze per i detenuti”.

“Questi problemi sembrerebbe derivino da una volontà politica della maggioranza di governo di accelerare la chiusura del vecchio carcere e il conseguente trasloco nella nuova struttura” conclude la senatrice di Fare! chiedendo al Ministero dei provvedimenti urgenti per sopperire al mal funzionamento del nuovo carcere e tempi certi nel porre fine alla cronica carenza di personale.

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