Depenalizzazione: da reati ad illeciti civili e amministrativi

avvocato giolo lauraIl 6 febbraio 2016 sono entrati in vigore, con effetto retroattivo, i decreti legislativi n° 7 e n° 8 del 2016 che hanno rivoluzionato lo scenario dell’ordinamento giuridico penale italiano, depenalizzando o abrogando ben 41 figure di reati, che hanno cessato di essere tali e si sono trasformati in illeciti civili ed amministrativi, puniti con sole sanzioni pecuniarie.  Ciò con il quantomeno triplice intento di alleggerire il carico dell’apparato giudiziario, di fare cassa  e di creare un maggior effetto deterrente nella commissione degli illeciti. Il tutto sulla scia dei sistemi di Common low che prevedono i cc.dd. punitive damages. L’impatto sociale di tale riforma è forte. Basti pensare, per citarne solo alcuni, che tra i reati depenalizzati dal D. lgs. N° 7/16 figurano l’ingiuria, la falsità in scrittura privata, gli atti osceni in luogo pubblico, il turpiloquio, la sottrazione di cose comuni, il danneggiamento semplice, la guida senza patente, la coltivazione di stupefacenti ad uso terapeutico senza autorizzazione, l’omesso versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali, l’interruzione volontaria di propria gravidanza senza l’osservanza delle previste modalità, l’emissione di assegni a vuoto, vari casi di contrabbando. Le sanzioni pecuniarie di natura civile variano da euro 100 ad euro 8.000 per le violazioni meno gravi (ad es. nell’ingiuria semplice e negli illeciti contro il patrimonio) e da euro 200 ad euro 12.000 in quelle più gravi (ad es. nell’ingiuria aggravata e negli illeciti contro la fede pubblica). Criteri nella determinazione dell’importo sono:  la gravità della violazione, la reiterazione dell’illecito, l’arricchimento del responsabile, le condizioni economiche dell’agente, l’eliminazione/attenuazione degli effetti della condotta illecita.  Il decreto lgs. n° 8/16 sancisce che sono depenalizzati tutti i reati sanzionati con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda), anche se nelle ipotesi aggravate è prevista la pena detentiva, sola o congiunta.  La somma dovuta alle Casse erariali in tal caso è pari all’ammontare della multa e dell’ammenda, ma non può essere inferiore ad euro 5.000, né superiore ad euro 50.000. La sanzione irrogata può essere rateizzata e viene dimezzata se il pagamento avviene entro 60 giorni.

 

Studio Legale Avvocato Laura Giolo
Tel. 0425/21221

Lascia un commento