Cadoneghe, il comune vieta di divulgare notizie, l’opposizione “Non accettiamo bavagli”

municipio_cadoneghe2Atti e documenti, soprattutto se riguardano la delicata sfera dei dati personali, non possono essere diffusi né sulla stampa e nemmeno sui sociali network. Questo, in sintesi, il contenuto della nota inviata ai due consiglieri di minoranza, Silvio Borella e Devis Vigolo dal capogruppo di maggioranza, Daniele Toniolo. Ma i due consiglieri non ci stanno e parlano, invece, di bavaglio alla democrazia e al loro ruolo istituzionale.

“È un fatto gravissimo a cui abbiamo risposto con una diffida a continuare a limitare la nostra attività istituzionale. Il consigliere comunale può divulgare alla stampa documenti riservati, ai sensi della sentenza della Corte di Cassazione 39706 del 2009, che sancisce l’assenza di condanna per rivelazione del segreto d’ufficio per colui che divulga notizie concernenti la pubblica amministrazione, a meno che non sia la legge ad imporre il segreto d’ufficio: e nella vicenda della scuola di Bragni la Corte dei conti non ha posto vicoli di segretezza” affermano. Ne consegue, a parere dei consiglieri, che non fosse necessario trattare l’argomento in un recente Consiglio comunale in seduta segreta, a porte chiuse.

“È palese che la lettera limita l’attività istituzionale del consigliere comunale – ed è un gravissimo esempio di intimidazione minatoria. Invece di rispondere nel merito del problema (chi e quando pagherà i danni contestati), si vuole mettere un bavaglio e far tacere sulla legittima divulgazione di fatti che hanno una pesante rilevanza. Una cosa è certa: la perdita di circa 328 mila euro è sicuramente imbarazzante per tutta la passata e presente amministrazione”. Mentre la Corte dei conti sta accertando le responsabilità, il funzionario è stato messo in mora dal Comune con la richiesta di versare la somma perduta.

 

Nicoletta Masetto

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