Elezioni Chioggia, Letizia Campanaro e quell’area di sinistra che “Ha a cuore i bisogni delle persone”

campanaroL a candidata della sinistra è la giovane avvocatessa 33enne Letizia Campanaro. Corre per la lista civica “Sinistra per Chioggia”, che raccoglie le anime di Sel, Rifondazione Comunista e tutti gli elettori di sinistra che non si identificano nel Partito Democratico. Specializzata in diritto del lavoro, baserà la sua campagna elettorale su sanità, scuola, infrastrutture, politiche sociali e lavoro. Nel corso della sua esperienza professionale si è occupata prevalentemente di giuslavorismo.

“Si tratta di una tematica a me molto cara — spiega la candidata — non solo in quanto base granitica dei principi e dei valori su cui si posa la nostra repubblica democratica, ma soprattutto in quanto luogo ove più di altri è necessario operare un bilanciamento e contemperamento nei rapporti tra lavoratori, da un lato, e datori di lavoro dall’altro”. La Campanaro è alla prima esperienza politica. Ci tiene, però, ad evidenziare la sua chiara appartenenza. “Intendo — prosegue — farmi portavoce e rappresentare quell’area di sinistra che ha a cuore le difficoltà e i bisogni delle persone e degli strati sociali che sempre più sono costretti a sopravvivere, rinunciando, a causa delle condizioni economiche in cui versano, a quelli che dovrebbero essere i servizi fondamentali della persona, quali la scuola, la salute, diventati ormai un privilegio che pochi si possono permettere”. Campanaro ricorda che la crisi economica ha messo in difficoltà non solo gli strati sociali più bassi, “ma anche quelli che un tempo potevano definirsi il ceto medio, che oggi fa fatica a condurre una vita che possa dirsi dignitosa”.

Una linea che rispecchia quindi i temi cardine della sinistra. Particolare attenzione, dunque, alla riduzione delle disuguaglianze, con particolare riferimento a famiglie e persone anziane. L’avvocatessa si definisce “una ragazza giovane che ben conosce le difficoltà che i giovani sono costretti ad affrontare quotidianamente: il lavoro, la precarietà che qualcuno si ostina a definire flessibilità, con tutte le incertezze del futuro che ne conseguono”.

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