Incidente stradale cagionato da veicolo non identificato: il risarcimento del danno

foto tessere cristiana volpeIn tema di sinistri stradali cagionati da veicoli non identificati, il richiamo legislativo deve essere fatto alla L. 990/1969 ed in particolare all’art. 19 dell’indicato testo, in cui il legislatore ha sancito la costituzione presso la Consap S.p.a. (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) di un “Fondo di garanzia per le vittime della strada”.  Il Fondo di garanzia, è stato costituito al fine permettere il risarcimento dei danni cagionati dalla circolazione stradale nei casi in cui il veicolo investitore non sia stato identificato, quanto piuttosto a tutte quelle ipotesi in cui, la mancata individuazione del veicolo danneggiante non avrebbe potuto permettere il risarcimento del danno.  Ciò chiarito, affinché, per l’appunto possa trovare applicazione la norma sopra richiamata nei casi concreti, è necessario che concorrano due presupposti, quali:
1) che il veicolo danneggiante non sia stato identificato, e quindi non sia stato possibile risalire alle generalità del proprietario;
2) che ciò non sia addebitabile a colpa della vittima, la quale deve aver agito quindi utilizzando l’ordinaria diligenza.
Fra i due presupposti indicati, quello più dibattuto da parte della Giurisprudenza, è stato sicuramente il secondo, ovvero quello relativo alla effettiva diligenza applicata dalla vittima nella non identificazione del veicolo responsabile.  Precisamente, sotto tale profilo, la Corte di Cassazione nella pronuncia n. 274/2015 ha avuto modo di precisare la possibile applicabilità della normativa richiamata non soltanto nei casi in cui il responsabile si sia dato alla fuga nell’immediatezza del fatto, ma anche quando la sua identificazione sia stata impossibile per circostanze obiettive, da valutarsi caso per caso, e non imputabili a negligenza della vittima. La pronuncia ha tratto origine dalla vicenda che vedeva la vittima del sinistro investita da un autoveicolo mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Il danneggiante non fuggiva nell’immediatezza del sinistro stradale, ma si fermava per accertarsi delle condizioni di salute della vittima. Questa rispondeva con una generica affermazione circa le sua condizione (affermava semplicemente “sto bene”), al che l’investitore lasciava il luogo del sinistro senza ulteriori accertamenti e senza fornire alcun dato personale. Sul punto la Corte di Cassazione precisava il diritto della stessa al risarcimento del danno subito, posto che la norma non fa alcun riferimento alla necessaria fuga del veicolo investitore, con ciò cassando la sentenza della Corte d’Appello di Trieste che in precedenza aveva negato il risarcimento in quanto non c’era stata, nel caso di specie, la fuga dell’investitore. Allo stesso modo nella più recente pronuncia n. 3019/2016 la stessa Corte di Cassazione, confermava il risarcimento del danno alla vittima del sinistro provocato da veicolo sconosciuto, anche nell’ipotesi in cui la stessa non avesse sporto querela, rilevando come tale elemento non si ponga come obbligo per la vittima per ottenere il risarcimento, dovendosi ravvisare nella stessa solo un mero indizio dell’accadimento del sinistro. Chiaro pertanto, che non si potrà ammettere in nessun caso automatismo alcuno, dovendosi per contro procedere alla valutazione caso per caso degli elementi raccolti.

 

Avv. Cristiana Volpe
Tel. 041.5610012

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